
I consulenti tecnici della Procura di Pavia “hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”. Lo scrive il procuratore Fabio Napoleone in un lunga comunicato in cui riassume tutti gli esiti degli accertamenti integrativi e fa riferimento anche all’ormai nota impronta di una scarpa con suola a pallini sulla scena del crimine. Impronta che il processo conclusosi con condanna definitiva ha attribuito a Alberto Stasi. Il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 “ricavato dai pedali della bicicletta” e attribuito all’epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi “era risultato totalmente negativo il giorno successivo”, ma di queste “due corse elettroforetiche” non si “è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi”. Ma quell’impronta era servita nel primo processo a condannare l’ex bocconiano Alberto Stasi, Che ora sconta in libertà l’ultima parte della pena e rischia di concludere la condanna prima di un nuovo processo sullo stesso omicidio. Un paradosso giudiziario che divide l’opinione pubblica.


