Garlasco, la Procura chiude le indagini su Sempio

Nuovi esami sulla morte di Chiara e sul Dna della bici di Stasi
La Procura di Pavia

La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. Nel comunicato firmato dal procuratore Fabio Napoleone, l’ufficio precisa che il capo d’accusa resta invariato e illustra i risultati degli approfondimenti svolti dopo il precedente avviso. La chiusura delle indagini non è un rinvio a giudizio: trascorsi i termini previsti per la difesa, la Procura deciderà come esercitare l’azione penale. Una parte degli accertamenti riguarda la dinamica dell’aggressione. Il consulente dell’accusa Andrea Berti ha esaminato la ricostruzione proposta dalla difesa di Sempio sulla base delle tracce di sangue, sollevando obiezioni sulle ipotesi relative, tra l’altro, all’area del telefono e al momento del lavaggio. Secondo la Procura, occorre distinguere i dati sostenuti da riscontri materiali dalle ricostruzioni che non possono essere confermate direttamente.

L’impronta 33

Sono state riesaminate anche la cosiddetta “impronta 33” e la traccia di una scarpa trovata nell’abitazione. Per i consulenti del pubblico ministero, le osservazioni della difesa non cambiano le precedenti conclusioni sull’impronta. Quanto alla calzatura, gli accertamenti non consentono di affermare che la conformazione del piede di Sempio sia incompatibile con la traccia. Una scarpa Frau numero 42 risulta, secondo i tecnici, compatibile con le misure del suo piede. I consulenti dell’accusa hanno inoltre esaminato e contestato le osservazioni genetiche presentate dalla difesa.

La dinamica

Sul versante medico legale, Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone ritengono che almeno una parte delle lesioni di Chiara sia stata prodotta durante un’aggressione protratta nel tempo. La vittima, secondo la loro valutazione, avrebbe compiuto gesti di protezione, senza che si possa escludere una difesa attiva. La lesione mortale sarebbe stata quella alla nuca. Ulteriori analisi indicano che alcune ferite potrebbero risalire ad almeno 15-30 minuti prima del decesso; i consulenti non escludono una sopravvivenza complessiva fino a 60 minuti. Sono valutazioni tecniche della Procura, destinate al confronto con quelle delle altre parti.

Il DNA sulla bicicletta

Il comunicato affronta poi un punto che riguarda Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Esaminando i dati originali delle analisi del 2007, i consulenti della sua difesa hanno individuato due controanalisi eseguite sui pedali della sua bicicletta il 20 settembre di quell’anno, entrambe con esito negativo. Il giorno precedente, un’analisi dello stesso campione aveva invece indicato la presenza del Dna di Chiara. La Procura conferma l’esistenza dei due risultati negativi e riferisce che non ne è stata trovata traccia negli atti del procedimento a carico di Stasi. Per chiarire la discordanza, sta svolgendo accertamenti e raccogliendo spiegazioni da chi operava allora al Ris di Parma. Napoleone precisa che non è stata avanzata alcuna richiesta di revisione della condanna al procuratore generale.

La perizia psichiatrica

Infine, la consulenza psichiatrica su Sempio è per ora sospesa: lo specialista incaricato ha spiegato di non poter formulare conclusioni adeguatamente motivate senza un esame clinico diretto, al quale l’indagato ha scelto di non sottoporsi. La Procura presenterà ai giudici la propria valutazione complessiva degli elementi raccolti nelle successive fasi del procedimento.

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