Garlasco, le cugine e il fratello di Chiara saranno sentiti come testimoni


Mercoledì l’interrogatorio di Sempio
Le gemelle Cappa, Andrea Sempio e Marco Poggi

Ennesimo colpo di scena nel giallo di Garlasco: oggi le due gemelle Cappa, cugine della vittima, saranno sentite come persone informate sui fatti. Lo stesso avverrà per il fratello di Chiara, Marco Poggi. Cresce intanto l’attesa per l’interrogatorio di Andrea Sempio, fissato per il 6 maggio, preceduto da un cambio dell’imputazione: da concorso in omicidio a omicidio aggravato da motivi abbietti, crudeltà ed efferatezza. Il tutto arriva al termine di due settimane particolarmente tese, segnate dall’ingresso di un nuovo protagonista nella già affollata scena mediatica legata al caso: la giornalista Chiara Ingrosso, che ha presentato un esposto in Procura dopo aver registrato di nascosto alcune conversazioni con l’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis. Quest’ultimo ha respinto ogni accusa — secondo la giornalista avrebbe tentato di condizionare l’inchiesta con una strategia mediatica — insieme all’ex direttore della trasmissione per cui lavorava Ingrosso, Salvo Sottile. De Rensis ha dichiarato di voler “andare alla testa del serpente”, lasciando intendere l’esistenza di un possibile mandante dietro l’iniziativa. Il dibattito si è così acceso ulteriormente, alimentato anche dalla replica della giornalista, intervenuta nella trasmissione Quarto Grado. Le sue dichiarazioni nei confronti di De Rensis e dell’altra legale di Stasi, l’avvocata Giada Bocellari, hanno suscitato la reazione del giornalista Carmelo Abbate. Tra gli opinionisti che stanno seguendo il caso figura anche Carmen Pugliese, già giudice istruttore in uno dei casi più drammatici della storia giudiziaria italiana, conclusosi con il suicidio dell’innocente Aldo Scardella. “Suggestioni” è la parola che ricorre più spesso in questi dibattiti televisivi per confutare le tesi altrui. Intervengono anche il generale Garofalo, già impegnato nelle indagini per conto dell’Arma dei Carabinieri e poi consulente della difesa di Sempio, oltre ai giornalisti Piero Colaprico, Albina Perri e Umberto Brindani.

Verità e giustizia

Negli anni il processo mediatico si è sostituito a quello nelle aule giudiziarie. Perfino Fabrizio Corona ha fatto irruzione con le discutibili interviste all’ex legale di Sempio, Massimo Lovati. Quest’ultimo si è perfino buttato in poltica ed è ora candidato alla carica di sindaco a Vigevano. E’ stato smarrito il punto di partenza: questa è la vicenda di una ragazza uccisa barbaramente. Va precisato che in questa nuova indagine la procura invece si è caratterizzata per aver osservato il massimo riserbo sulle indagini, per aver lavorato lontano dai riflettori e questo rappresenta già una svolta. Sembra passato un secolo da quando, a reti unificate, scorrevano le immagini di Alberto Stasi, additato all’opinione pubblica come il “biondo dagli occhi di ghiaccio”. Oggi, con una condanna definitiva in buona parte già scontata, lo scenario appare ribaltato. Al centro dell’attenzione mediatica c’è ora Andrea Sempio, tra ricostruzioni, video e analisi. Nell’opinione pubblica cresce la convinzione che la condanna di Stasi non sia stata pronunciata, come prevede la legge, oltre ogni ragionevole dubbio. Lo sostiene anche, in un suo libro, il giudice Stefano Vitelli, che assolse Stasi in primo grado. I dubbi restano numerosi, così come le criticità emerse nelle precedenti indagini. Per questo si guarda con attenzione al lavoro della Procura guidata da Fabio Napoleone, nella speranza che possa fare piena luce su una vicenda che ha segnato profondamente l’opinione pubblica. Un lieto fine, però, non esiste: nulla potrà restituire la vita a Chiara Poggi. Resta solo l’esigenza, sempre di arrivare a una verità definitiva e a una giustizia che sia davvero tale.

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