
E’ Mommoteddu il protagonista un nuovo albo illustrato pensato per i bambini, che unisce lingua sarda, illustrazione contemporanea e educazione emotiva. Il progetto porta la firma di Nicola Ledda, autore del testo, e Sara Dal Cortivo, illustratrice, ex colleghi di università laureati in Storia dell’arte e oggi entrambi impegnati nel lavoro educativo con i più piccoli. La storia prende spunto dalla figura tradizionale sarda del Mommotti, ma viene completamente reinventata: Mommoteddu è un piccolo “mostriciattolo” – quasi un fantasmino – con un’estetica che richiama l’universo di Tim Burton e un’impronta metropolitana. Non è una figura spaventosa, ma una mascotte della Sardegna pensata per parlare ai bambini di oggi, accompagnandoli alla scoperta della lingua sarda come veicolo di valori, emozioni e identità. Il libro è interamente in sardo ed è stato concepito all’inizio per is animeddas (Halloween per gli anglofoni). Nicola Ledda, maestro di sardo e responsabile di uno sportello linguistico, racconta come spesso nei laboratori con i bambini sia stato costretto a tradurre testi dall’italiano per mancanza di materiali originali. Da qui l’idea: perché non scrivere direttamente in sardo, partendo da ciò che piace davvero ai bambini? La risposta è stata immediata e positiva, tanto da dare vita a un progetto strutturato e destinato a crescere. (a.s.)
Ogni volume di Mommoteddu affronterà un’emozione diversa: il primo è dedicato alla paura. L’opera sarà serializzata e una nuova “puntata” è già in lavorazione. A rendere il progetto ancora più accessibile e inclusivo sarà anche un QR code con audiolibro, suoni e rumori, pensato per aiutare i bambini (e non solo) con la pronuncia e l’ascolto: strumenti fondamentali per l’apprendimento linguistico. Le illustrazioni di Sara Dal Cortivo sono realizzate in digitale, frutto di un adattamento consapevole del suo tratto, nato tradizionalmente a matita. Un lavoro che fonde sensibilità artistica e sperimentazione, pensato su misura per il pubblico infantile. Parallelamente, l’autrice continua a insegnare fumetto e illustrazione in ambito privato, in attesa di una cattedra pubblica.
Mommoteddu non è solo un libro, ma un progetto culturale più ampio: l’obiettivo è contribuire a tenere viva la lingua sarda in un momento storico delicato, in cui la trasmissione familiare si è spesso interrotta. Come sottolinea Ledda, se il sardo non entra nella scuola e nei linguaggi “alti” della comunicazione – come già sta accadendo nel cinema, nella radio e nei nuovi media – rischia di scomparire. I segnali, però, sono incoraggianti: l’interesse cresce, anche tra i ragazzi, che “riaprono i cassettini” in cui avevano riposto la lingua. Perché – come ricorda Lecca- lingua e cultura non si possono separare. E Mommoteddu prova a raccontarle insieme, con leggerezza, immaginazione e una voce che parla direttamente alle nuove generazioni.


