Il futuro dei centri storici sardi passa per Orani

Il 29 e 30 ottobre il paese diventa un laboratorio di ricerca. Università, esperti e amministratori a confronto
Progetto RI-ABITARE_Orani

Il futuro dei paesi della Sardegna passa anche dalle case rimaste vuote, dalle antiche botteghe e da quei centri storici che, nel tempo, hanno perso abitanti e vitalità. Un patrimonio che può tornare a essere una risorsa per le comunità. È da questa prospettiva che Orani si prepara ad accogliere circa 130 studenti di Architettura dell’Università di Sassari, impegnati nello studio del cuore antico del paese e delle sue possibilità di recupero.
Il 29 e 30 ottobre il centro abitato sarà protagonista di “Ri-abitare i luoghi. Riuso adattivo del costruito storico nelle aree interne”, iniziativa promossa dal Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università di Sassari, sede di Alghero, in collaborazione con il Comune di Orani. A curare il progetto sono i professori Antonello Monsù Scolaro e Katia Gasparini, che accompagneranno gli studenti del secondo e terzo anno in un percorso di osservazione, rilievo e analisi del tessuto urbano.
Strade, edifici e materiali tradizionali diventeranno oggetto di studio per individuare nuove possibilità di utilizzo degli spazi esistenti, conciliando la tutela dell’identità architettonica con le esigenze dell’abitare contemporaneo.
Il lavoro parte da una ricerca già avviata sul centro matrice di Orani, presentata il 16 ottobre alla Sapienza Università di Roma. Uno studio dedicato alla rigenerazione del patrimonio costruito tradizionale, che approfondisce il rapporto tra tecniche edilizie, materiali locali e innovazione.
La questione riguarda da vicino numerosi paesi dell’entroterra sardo. L’espansione urbanistica degli ultimi decenni ha progressivamente spostato la residenzialità verso le periferie, lasciando nei nuclei originari edifici inutilizzati e attività scomparse. Un cambiamento che ha inciso anche sulle relazioni sociali e sull’identità delle comunità.

Le due giornate prenderanno avvio giovedì 29 ottobre, alle 11, al Centro Convegni di Istolo, con i saluti del sindaco Marco Ziranu e la presentazione dell’iniziativa da parte dell’assessora alla Cultura Mariaelisa Morongiu. Dopo gli approfondimenti sulla tutela e sui materiali della tradizione edilizia, gli studenti saranno impegnati nelle attività di rilievo nel centro storico.
Venerdì 30 ottobre, dalle 15, il seminario “Ri-abitare i luoghi: conservare, rigenerare e valorizzare il costruito tradizionale” riunirà studiosi ed esperti delle Università di Sassari, Bologna, Sapienza di Roma e Politecnico di Milano. Gli interventi affronteranno il riuso degli edifici, il futuro degli insediamenti abbandonati, il valore dei saperi locali e le nuove strategie di sviluppo sostenibile.
Alle 18.10 il dibattito si aprirà alle istituzioni con una tavola rotonda moderata dal professor Antonello Monsù Scolaro. Sono stati invitati il presidente della Provincia di Nuoro Giuseppe Ciccolini e i sindaci di Galtellì, Lodine e Sarule, insieme agli amministratori di Orani, per confrontarsi sulle politiche di riqualificazione e sulle opportunità di riportare residenti e attività economiche nei centri antichi.
Per due giorni Orani metterà così in relazione ricerca universitaria e amministrazioni locali, con un obiettivo preciso: comprendere come il patrimonio esistente possa rispondere alle esigenze delle comunità di oggi. Dai rilievi degli studenti al confronto con gli amministratori, il centro storico diventa il punto di partenza per immaginare nuovi modi di abitare e vivere i paesi della Sardegna. (Elena Carta)

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