Prime ore di tregua a Gaza: venti israeliani tornano a casa

Hamas consegna i primi gruppi alla Croce Rossa, esplode la gioia a Tel Aviv
Foto di Emilio Morenatti, Associated Press

Nelle prime ore di oggi, 13 ottobre 2025, il silenzio teso di Gaza è stato rotto da un annuncio atteso da mesi: Hamas ha iniziato a liberare gli ostaggi israeliani. Alle otto del mattino, lungo il corridoio di Netzarim, un convoglio della Croce Rossa ha preso in consegna i primi sette prigionieri, tra cui tre donne e due anziani.
Poco dopo, un secondo gruppo di tredici ostaggi ha attraversato il checkpoint verso Israele, scortato da militari e ambulanze.

L’accordo, raggiunto con la mediazione di Qatar, Egitto e Stati Uniti, prevede lo scambio di circa 1.900 prigionieri palestinesi e un cessate il fuoco temporaneo di 72 ore. È la prima vera tregua dopo settimane di bombardamenti e combattimenti nel sud della Striscia.

Tel Aviv e Gaza

Le immagini arrivate da Tel Aviv raccontano una notte di emozione e incredulità: nella “Hostages Square” migliaia di persone hanno seguito in diretta i nomi dei liberati, gridando e piangendo quando comparivano sullo schermo. Famiglie che da due anni vivevano nel limbo di una prigionia senza notizie hanno potuto abbracciare i propri cari negli ospedali militari di accoglienza.

Ma a Gaza la tregua non è sinonimo di quiete. Hamas ha dispiegato i suoi uomini armati nelle strade di Khan Yunis e Rafah, in una dimostrazione di forza rivolta sia alla popolazione sia a Israele. Colonne di miliziani, con i volti coperti e le armi alzate, hanno accompagnato i convogli della Croce Rossa come a ribadire che il controllo del territorio resta loro.

E ora?

Sul piano diplomatico, si muove anche la scena internazionale. Donald Trump, tornato nella regione come presidente in carica, è arrivato in Israele per partecipare al vertice straordinario di Sharm el-Sheikh, dove si discuterà del piano di pace e della gestione futura di Gaza. Il summit riunisce anche Egitto, Turchia e Unione Europea.

Nelle prossime ore, una seconda lista di ostaggi e prigionieri sarà esaminata dai mediatori a Doha: da quel tavolo dipenderà la possibilità che la tregua si trasformi in un cessate il fuoco stabile.

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