
La data del closing, cioè della acquisizione della maggioranza da parte della cordata di imprenditori americani delle azioni del Cagliari Calcio, era il 31 maggio 2026. Ma la scadenza, fissata ufficiosamente, non è stata rispettata. L’ultima nota del club è del febbraio 2026. Secondo Calcio & Finanza, nell’assemblea straordinaria del 10 febbraio 2026 era stata tracciata la strada per Cagliari 1920 LP – guidato da Maurizio Fiori e sostenuto da investitori internazionali – di arrivare fino all’80-90% del capitale entro la fine di maggio. Alla data dell’assemblea, l’assetto vedeva ancora la holding Fluorsid (famiglia Giulini) in maggioranza con 749.526 azioni (circa il 55%), mentre Cagliari 1920 LP detiene 613.249 azioni (circa il 45%). Ma il documento fotografa solo il punto di partenza di un percorso già impostato.
Il nuovo socio era salito a 681.387 azioni, pari al 50% del capitale, attivando così la cosiddetta “Prima Condizione Sospensiva”. In questo passaggio era scattata la nuova governance: le azioni erano state convertite in due categorie (A e B), con diritti patrimoniali identici ma poteri amministrativi differenziati. In particolare, alcune decisioni strategiche – dalle modifiche statutarie alle operazioni straordinarie – richiedono il voto favorevole delle azioni di categoria B, introducendo un sistema di controllo incrociato tra i soci. Attenzione, ecco il “Third Closing”. L’assemblea aveva già autorizzato il trasferimento fino a 545.111 azioni da Fluorsid a Cagliari 1920 LP. Ma solo se completata entro il termine fissato – le ore 18 del 31 maggio 2026 – questa operazione avrebbe consentito al “veicolo2” di salire fino a una quota compresa tra l’80% e il 90% del capitale, determinando di fatto il passaggio di controllo del club. Senza quel passaggio, era stato previsto uno scenario alternativo qualora il closing non si fosse realizzato entro la scadenza. Un meccanismo che consente alla società di modificare automaticamente le regole di governance in base all’evoluzione dell’azionariato. (Red)


