
Tra Marcello Tidore e la presidente Todde la pace sembra fatta. Questione di ore e il manager della Sanità sarda, elevato a simbolo della resistenza dai colleghi giubilati che lo hanno seguito nelle iniziative giudiziarie, dovrebbe trovare un importante alloggio: non la Asl 8 (che pure gli sarebbe piaciuta) ma l’Azienda ospedaliera universitaria, ossia il Policlinico. Raccontano che Tidore, noto per le sue capacità e per la sua formazione centrista di rigida scuola oppiana, avesse già in passato incontrato la presidente e offerto vie d’uscita per una crisi che ha condizionato due anni di legislatura. Ci sono volute alcune sentenze e la Corte Costituzionale per spiegare che i manager non potevano essere allontanati così. E dunque è stato necessario scendere a più miti consigli, quelli che il Pd suggeriva da subito, e trovare un onorevole accordo. Sullo sfondo c’è però una sanità ancora più sfasciata. Alla Asl 8 è previsto nelle prossime ore l’arrivo di Paolo Cannas mentre nulla si sa circa il destino di Vincenzo Serra: lascerebbe a Tidore la guida di Monserrato ma in cambio di cosa? A Sassari tutti danno invece scontato l’addio di Flavio Sensi ma il nome del suo successore è nelle mani del capo del Pd, Silvio Lai. Una scelta non negoziabile, a meno che il Campo largo voglia riprendere a fibrillare.


