
La Giunta regionale ha approvato un disegno di legge finalizzato alla stabilizzazione degli operatori sociosanitari che hanno prestato servizio nelle aziende del sistema sanitario regionale. Il provvedimento, che dovrà ora affrontare l’esame del Consiglio regionale, punta a rafforzare gli organici, ridurre il ricorso al lavoro precario e riconoscere l’esperienza maturata dagli OSS, in particolare durante gli anni dell’emergenza Covid-19. Potranno partecipare alla procedura anche gli operatori non più in servizio, purché siano stati assunti a tempo determinato attraverso concorsi o selezioni pubbliche e abbiano maturato almeno 18 mesi di attività, anche non continuativi, presso una o più aziende sanitarie della Sardegna. Almeno sei mesi dovranno essere stati svolti tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2026. Tra gli aventi diritto sarà riconosciuta una specifica priorità a chi abbia lavorato per almeno sei mesi durante la fase dell’emergenza epidemiologica, compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 marzo 2022. “Vogliamo dare una prospettiva stabile a professionalità che il sistema sanitario regionale ha già formato”, ha dichiarato Todde, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dagli operatori sociosanitari nella continuità dei servizi e nell’assistenza ai cittadini.
Il disegno di legge stabilisce anche una tempistica precisa. Entro 15 giorni dalla sua entrata in vigore, Ares Sardegna dovrà pubblicare un avviso per raccogliere le domande e formare un elenco unico regionale degli OSS in possesso dei requisiti. Nei 15 giorni successivi le aziende sanitarie dovranno aggiornare i rispettivi Piani triennali del fabbisogno di personale. Le stabilizzazioni dovranno essere concluse entro ulteriori 15 giorni. Il testo prevede inoltre il progressivo superamento del ricorso agli OSS attraverso le agenzie di somministrazione. Questa soluzione potrà essere utilizzata soltanto per esigenze urgenti e indifferibili, per periodi limitati e quando sia necessario garantire i livelli essenziali di assistenza. Prima di ricorrervi, le aziende dovranno verificare che non siano disponibili operatori nell’elenco regionale o candidati nelle graduatorie ancora valide. Secondo quanto precisato dalla Regione, l’attuazione del provvedimento non determinerà nuovi o maggiori costi per il bilancio: le assunzioni saranno finanziate attraverso le risorse già destinate al personale sanitario, nel rispetto dei limiti di spesa e delle capacità di assunzione delle singole aziende.


