Sanità, ultime rifiniture per le nomine dei manager. Ecco i nomi

Il rebus di Tidore e il Pd messo all’angolo dal Movimento 5 Asl? Ci pensa Cannas
Enigma sulle nomine

Sarà una delibera di giunta, delle prossime ore, a chiudere il capitolo della governance sanitaria. Ma le ipotesi si rincorrono da giorni e sembrano fatte per essere smentite. Oggi La Nuova Sardegna, il quotidiano più tenero per la dentatura non solida dell’esecutivo Todde, torna sul capitolo del manager nuorese Marcello Tidore. Cioè l’uomo che più di tutti ha guidato la reazione dei manager di soliniana nomina dando forza e lucidità ai colleghi meno abituati ai campi di battaglia. Tidore, cresciuto come Alessandra Todde a Nuoro ma a latte e Giorgio Oppi, sa logorare gli animi. E quando non salta a cavallo studia il diritto amministrativo. Imposta i ricorsi, in particolare, e sa che quel che pende contro la Regione per la sua cacciata è una lama che taglia tre volte. Se accetta l’incarico di direttore generale della Asl 8 per dieci mesi, come primo atto si autoliquiderà le spettanze che sinora non ha incassato. Una palla a porta vuota per la Corte dei conti che chiederà con molta probabilità alla Giunta (che non è un club di cuori di leone) di risarcire il danno. Altra ipotesi: Tidore torna alla Asl 8 ma stavolta per tre anni. E buonanotte: per la presidente dovrebbe intestare la Asl più importante a un manager di certo bravo ma non di fiducia? Previsioni: Tidore resterà dov’è, con un incarico che vale 180 mila euro lordi tra stipendio e produttività, e la ragionevole probabilità di vincere il ricorso per la cacciata ingiusta subita. Cioè altro denaro frusciante che prima o poi la Regione gli dovrà pagare anche se non sono i soldi a muoverlo. Nemmeno lo spazio che sembrava profilarsi al Policlinico è aperto: lì c’è Vincenzo Serra, cagliaritano, serissimo, in quota ai Progressisti. E quel posto è perfetto per lui. O meglio: è lui che è perfetto per quel posto, chiunque governi.

Atzori, tu vuoi fare il cagliaritano

Alla Asl 8, se non ci va Tidore (che comunque non si farà mangiare dalle formiche e qualcosa farà) ci andrà Atzori di nome Aldo, commissario uscente, persona perbenissimo ma con un difetto: è di Cinque stelle, tessera o meno. E questa cosa non piace al Pd, anzi. Silvio Lai, segretario non di primo pelo, è stato chiarissimo con la presidente Todde e le ha mostrato il numero due. Quanti sono i pezzi che spettano: uno a Cagliari e uno a Sassari. Invece sta accadendo che a Sassari Flavio Sensi si prepari a lasciare la Asl per andare in Mulitss, cedendo la poltrona a Tauro, tanto di Cinque stelle da riconoscersi nel gruppo dell’assessora al Lavoro con manifesti interessi politici per le questioni sanitarie, Desirèe Manca. Così è troppo, dicono in via Emilia, siamo alla mutazione genetica: dal movimento Cinque stelle al Movimento Cinque Asl, considerando tutto lo scacchiere delle aziende sanitarie sarde. Finale: alle Asl 8 ci andrà Paolo Cannas, gradito al Pd, profilo di lavoratore leale. Nonostante i dubbi, la sensazione è che Todde e i suoi stretti collaboratori (il sommergibilista di viale Trento Luca Caschili e Stefano Ferreli, capo di gabinetto ma assessore di fatto alla Sanità) riusciranno a chiudere onorevolmente una partita delicatissima. Che per dirla con una poesia vale più della metà del bilancio sardo. E vale soprattutto la faccia del Campo largo, che su un miglioramento della Sanità (a favore dei pazienti, sia chiaro) ha costruito e vinto la campagna elettorale di due anni fa.

Esce il 27 sulla ruota di Cagliari

Sullo sfondo di queste settimane critiche c’è l’udienza del 27 febbraio, cioè dieci giorni appena, dove la Corte d’appello di Cagliari dovrà esprimersi sul ricorso presentato dalla governatrice contro l’ordinanza-ingiunzione di decadenza emessa dal collegio regionale di garanzia elettorale, che aveva contestato irregolarità nella rendicontazione delle spese per la campagna elettorale del 2024. Subito dopo il collegio si riunirà in camera di consiglio per deliberare e depositare la sentenza nei giorni immediatamente successivi. La sensazione (speranza) della maggioranza è che il ricorso sia accolto mettendo la parola fine ai dubbi sulla possibilità di arrivare alla scadenza naturale della legislatura. Dall’opposizione alcuni, mica tutti, sperano che il ricorso sia dichiarato inammissibile e che altrettanto dica anche la Cassazione. Ma sono tutte pie aspettative che agitano un mare già funestato da abbondanti cicloni negli ultimi 24 mesi.

prova
Condividi

Articoli correlati