
La Sardegna resta all’ultimo posto in Italia per numero medio di figli per donna e vede peggiorare ulteriormente il proprio dato. Nel 2025 l’indice di fecondità dell’Isola scende a 0,85, rispetto allo 0,91 dell’anno precedente: è l’unica regione italiana a rimanere sotto la soglia di un figlio per donna. A fotografare il divario è il rapporto Istat sulla natalità e la fecondità della popolazione residente. Il primato negativo sardo si inserisce in un quadro nazionale che segna un nuovo minimo storico. In Italia il numero medio di figli per donna passa da 1,18 nel 2024 a 1,14 nel 2025. La Sardegna si colloca dunque ancora più in basso, con una distanza di 0,29 figli dalla media del Paese e un valore molto lontano dalla soglia di sostituzione di 2,1, necessaria a garantire il ricambio generazionale. Il confronto territoriale rende evidente la posizione dell’Isola. La provincia autonoma di Bolzano registra il valore più alto, con 1,54 figli per donna, in crescita rispetto all’1,51 del 2024. Seguono la provincia autonoma di Trento, a 1,24, e Sicilia e Campania, entrambe a 1,22. Gli unici territori in controtendenza sono Bolzano e Valle d’Aosta, dove l’indice sale da 1,05 a 1,11.
Per la Sardegna, al basso livello di fecondità si affianca un altro dato significativo: l’età media al momento del parto è di 33,2 anni, tra le più elevate del Paese. L’Isola condivide il valore con il Lazio ed è preceduta soltanto dalla Basilicata, dove si raggiungono i 33,6 anni. In Sicilia, invece, le madri sono mediamente più giovani: 31,8 anni. Anche su questo fronte la tendenza nazionale è verso un progressivo rinvio della maternità. Nel 2025 l’età media al parto in Italia arriva a 32,7 anni, contro i 32,6 del 2024 e quasi tre anni in più rispetto al 1995. L’età media alla nascita del primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni: nel 1995 era di 28,1. La diminuzione della fecondità riguarda sia le donne italiane sia quelle straniere. Per le prime il numero medio di figli scende da 1,11 a 1,07; per le seconde da 1,81 a 1,74. A livello di grandi aree geografiche, il Centro presenta il valore più basso, pari a 1,07, mentre il Nord si attesta a 1,15 e il Mezzogiorno a 1,16. I primi dati provvisori del 2026 non indicano un’inversione di tendenza: sulla base delle nascite registrate tra gennaio e luglio, l’Istat stima per l’Italia un’ulteriore lieve discesa della fecondità, a 1,13 figli per donna. Per la Sardegna il dato consolidato del 2025 conferma una fragilità demografica particolarmente marcata: la fecondità più bassa d’Italia continua a ridursi, mentre la maternità si colloca tra le più tardive del Paese.


