Sardegna: il benessere cresce ma resta diseguale. Cagliari in testa, Sud Sardegna in affanno
La Città Metropolitana di Cagliari si conferma il territorio più performante dell’isola, con quasi la metà (48,5%) degli indicatori nelle fasce alte e solo il 23,4% in quelle basse. A favorire il capoluogo sono una buona rete di servizi pubblici, infrastrutture, offerta culturale e accesso all’istruzione.
Situazione opposta per la provincia del Sud Sardegna, dove oltre il 52,7% degli indicatori si concentra nelle fasce più basse e solo il 20% raggiunge quelle alte. I dati indicano una fragilità strutturale persistente, aggravata da carenze nei servizi, nella mobilità e nelle opportunità socio-economiche.
Il rapporto BesT – acronimo di “Benessere Equo e Sostenibile dei Territori” – è parte del sistema nazionale Bes dell’Istat e mira a fornire strumenti di analisi per valutare la qualità della vita nei territori e guidare le decisioni politiche.Il report evidenzia un quadro a doppia velocità, con forti divari tra le aree urbane più sviluppate e le zone interne o periferiche.
La Sardegna si colloca in una posizione intermedia tra le regioni più avanzate e quelle più svantaggiate, riflettendo un mix di potenzialità e criticità croniche. Con 64 indicatori analizzati in cinque fasce di benessere, il documento rappresenta una base dati solida per il policymaking regionale. Le istituzioni locali sono chiamate a intervenire sulle aree più fragili, in particolare nella provincia del Sud Sardegna, per ridurre i divari interni e migliorare l’equità territoriale.