Sassari, i docenti del Liceo Marconi rompono il silenzio: “La scuola non può restare neutrale di fronte al genocidio”

Bambina a Gaza City

Settantasette docenti del Liceo Scientifico e Linguistico Guglielmo Marconi di Sassari hanno approvato una mozione ufficiale che condanna ogni forma di occupazione, apartheid, colonialismo e genocidio, con un riferimento diretto alla crisi in Palestina.

Secondo i firmatari, il ruolo della scuola non si limita alla trasmissione di conoscenze, ma comprende anche la responsabilità morale e politica di formare cittadini consapevoli, capaci di leggere criticamente la realtà e di assumersi l’onere di prendere posizione. “Educare è un atto politico e morale” – si legge nel documento – “soprattutto quando i valori della convivenza civile vengono messi in discussione”.

I docenti sostengono che le competenze chiave europee, come il pensiero critico e la cittadinanza attiva, non abbiano valore se non vengono praticate nei contesti reali. L’assedio al popolo palestinese, definito come una crisi di lunga durata con caratteristiche sempre più simili a un genocidio, diventa quindi una questione educativa oltre che etica.

Condannare e agire

Nel testo viene condannato l’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas, che ha provocato oltre 1200 vittime israeliane. Tuttavia, viene anche denunciata con forza la risposta militare del governo israeliano, considerata sproporzionata e responsabile di un’escalation che ha colpito in modo indiscriminato la popolazione civile, in particolare i bambini. La situazione nella Striscia di Gaza è descritta come disastrosa: 660.000 minori sono privati dell’istruzione per il terzo anno consecutivo, mentre le scuole vengono sistematicamente distrutte.

I docenti denunciano la complicità dell’Unione Europea e dell’Italia, che – a loro avviso – continuano a sostenere politicamente e militarmente un sistema di apartheid e occupazione. Viene tracciato un parallelo con i genocidi del passato, ricordando che il silenzio e la passività delle istituzioni scolastiche rappresentano una forma di incoerenza storica.

Anche l’attacco israeliano all’Iran e il rischio di un’escalation regionale vengono menzionati con preoccupazione, insieme alla crescita di episodi di antisemitismo nel mondo. La scuola, secondo i firmatari, deve essere oggi più che mai un luogo attivo di consapevolezza e presa di posizione.

Dalla parola all’azione

Il documento annuncia che, all’inizio del nuovo anno scolastico, il Liceo Marconi osserverà un minuto di silenzio alle ore 10:00 in memoria delle vittime civili dei conflitti. Sono previsti momenti di riflessione pubblica con il coinvolgimento di studenti, famiglie e realtà del territorio, e il sostegno a iniziative pacifiste come quelle promosse dalla Global Sumud Flotilla.

I docenti ribadiscono che la scuola non può più restare neutrale. Il loro ruolo educativo impone una presa di posizione chiara a favore della pace, della dignità umana e del rispetto del diritto internazionale. Si rivolgono infine ai media locali e nazionali, affinché diano spazio a queste voci e contribuiscano a sensibilizzare l’opinione pubblica.

Il testo è frutto di una rielaborazione della mozione presentata dal Liceo Spano di Sassari, in un’ottica di collaborazione tra scuole che condividono l’impegno per la giustizia, la pace e la difesa dei diritti umani. I docenti del Marconi auspicano che sempre più istituti italiani facciano sentire la propria voce in un momento storico che, a loro giudizio, non permette più silenzi.

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