Sclerosi multipla, da Cagliari un patto per una cura più umana: dieci punti per cambiare rotta
Due protagoniste del convegno di Cagliari: Eleonora Cocco e Gabriella Spinicci
Ma la cura non può limitarsi al piano farmacologico. Cristina Inglese, fisiatra, ha parlato dell’importanza di uno stile di vita sano e dell’attività fisica regolare, «che può rallentare la disabilità». Gabriella Spinicci, neurologa, ha aggiunto: «Oggi si può vivere una vita piena, avere figli, lavorare, fare sport. Ma è essenziale fidarsi del proprio neurologo e comunicare apertamente».
Proprio la comunicazione è al centro del Manifesto della Sinergia Multipla, firmato durante l’evento. Un documento in dieci punti nato dal confronto tra giovani pazienti e medici. Una cornice per rendere più umana, efficace e condivisa la gestione della malattia.
Ecco, in sintesi, i dieci punti chiave del Manifesto:
1. Terapie personalizzate e aggiornate nel tempo.
2. Attenzione ai sintomi invisibili (come fatica o dolore).
3. Dialogo anche sui sintomi “tabù” (sessualità, umore).
4. Adattamenti quotidiani costruiti con il medico.
5. Supporto alla genitorialità e alla gravidanza.
6. Promozione di corretta alimentazione e movimento.
7. Ascolto continuo, dalla diagnosi in poi.
8. Partecipazione attiva alle decisioni terapeutiche.
9. Approccio multidisciplinare centrato sulla persona.
10. Comunicazione empatica tra medici, pazienti e associazioni.
«La relazione è parte della cura», ha detto Liliana Meini, presidente Aism Sardegna. «Solo ascoltando davvero si può costruire un percorso che tenga insieme diagnosi, identità e futuro».