Sede mancante, esclusioni contestate e avvio ritardato: il pasticcio del 118 a Costa Rei

Il servizio di ambulanza 118 che doveva essere attivo a Costa Rei partirà domani, ma non sarà ubicato nella frazione marittima di Muravera. L’ambulanza opererà invece da Cala Sinzias, nel territorio del Comune di Castiadas. La decisione è arrivata da Areus, l’agenzia regionale dell’emergenza-urgenza, dopo che il Comune di Muravera non ha fornito nei tempi previsti una sede adeguata per l’attivazione della postazione per Costa Rei.

Intanto si prevede un ricorso contro la decisione. L’associazione Burcei soccorso, esclusa dalla gara per documentazione incompleta, ha annunciato che presenterà un ricorso lunedì. Contesta due aspetti: l’esclusione dalla procedura e il fatto che la sede del servizio sia stata spostata in un altro Comune rispetto a quello indicato nel bando.

"Si parte domani"

La gara è stata vinta dalla cooperativa Quattro mori soccorso Sardegna, che aveva tutto pronto già da giorni. “Eravamo pronti a partire da subito – afferma Paola Fara, responsabile della cooperativa – domani inizieremo da Cala Sinzias, dove abbiamo trovato una sede pienamente funzionale. Non entriamo nelle polemiche: ci siamo aggiudicati regolarmente una gara e ora siamo concentrati sul lavoro”.

Il Comune di Castiadas ha messo a disposizione i locali dell’ex Guardia medica. “Era una struttura inutilizzata – spiega il sindaco Eugenio Murgioni – abbiamo deciso di ospitare l’ambulanza per offrire un servizio importante non solo ai nostri cittadini, ma anche ai tanti turisti presenti in zona. La partenza è prevista per domani”.

La posizione di Areus

A spiegare la scelta operativa è Angelo Serusi, commissario Areus: “Nel bando era indicata Costa Rei, ma non come sede vincolante. Se il Comune non garantisce per tempo una sede idonea, Areus ha il dovere di attivare comunque il servizio. Cala Sinzias è una soluzione funzionale e coerente con l’obiettivo di garantire la copertura del territorio”.

Il problema, ora, è che l’avvio del servizio avviene con due settimane di ritardo e in un contesto già segnato da tensioni istituzionali. Il rischio è che un eventuale ricorso, se accolto, possa rimettere in discussione l’assegnazione stessa. E intanto, mentre le polemiche si moltiplicano, la stagione turistica è già iniziata.

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