
Divieto di macellazione degli equini e della loro esportazione pre la stessa finalità, sonetto di vendita e di consumo delle loro carni. E’ il punto in comune di tre proposte di legge presentate alla Camera dei deputati, incardinate nei lavori della commissione Agricoltura, depositate rispettivamente da Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati), Luana Zanella (AVS) e della deputata sarda Stefania Cherchi (Movimento cinque stelle). In concreto, l’eventuale approvazione delle norme escluderebbe anche tutta una serie di attività svolte con i cavalli, fatta salva l’ippica con una serie di limitazioni che di fatto cancellerebbero anche gli eventi tradizionali, dal palio di Siena in giù.
Secondo Brambilla, nel ventunesimo secolo si può chiedere un cambiamento delle abitudini alimentari in nome di maggiore civiltà e maggiore rispetto degli esseri viventi, superando tradizioni minoritarie. Battista Cualbu presidente di Coldiretti è di diverso avviso, manifesta perplessità su un’ipotesi radicale e si affida al buonsenso: “Condividiamo con i cavalli diversi aspetti della vita, come le passeggiate, lo sport, la campagna ma, se guardo anche all’esperienza della mia famiglia, tre componenti su quattro non consumano carne equina. Non vedo perché precludere questa possibilità, lasciando la libertà di scegliere se mangiarne o no, se scegliere altri tipi di carne o non mangiarne per niente. Peraltro, questa carne ha delle qualità organolettiche particolari ed è ricca di ferro.”


