TELEMEDICINA. Asl 8, lo psichiatra sarà on line?

Uno studio di Montaldo e Papoff per evitare ricoveri impropri e garantire cure in tutto il territorio
Immagine simbolica in formato orizzontale, senza scritte, pronta per accompagnare l’articolo. Didascalia: “Telepsichiatria, un collegamento da casa per avvicinare pazienti e specialisti. Immagine illustrativa generata con IA.”

La telemedicina per visitare a distanza i pazienti psichiatrici della provincia di Cagliari e ridurre gli accessi impropri nei pronto soccorso.
Sono le ricadute più evidenti di uno studio a firma di Susanna Montaldo e Matteo Papoff per l’Università di Parma. Uno studio che potrebbe diventare presto sperimentazione se la Asl 8 se ne farà carico, nell’ambito delle linee guida dell’assessorato alla Sanità, che prevedono appunto di spingere al massimo sulla telemedicina, anche nelle farmacie, per dare risposte ai pazienti dei piccoli Comuni. Un problema enorme che, secondo i dati di Gimbe, porta il 20 per cento dei sardi a non curarsi. Spiegano i due professionisti: “Gli obiettivi principali di questo progetto di telepsichiatria sono portare gli interventi diagnostici e terapeutici propri della salute mentale a domicilio del paziente, riuscendo a raggiungere le persone che vivono nelle zone più remote con la televisita. In più, semplificare l’accesso alle terapie. Questo consentirà di evitare ricorsi impropri ai servizi dell’emergenza-urgenza, pronto soccorso e servizi psichiatrici, e alleggerire il carico di lavoro del personale dei CSM”.

Nulla di nuovo, sulla carta: lo sviluppo della telemedicina per il PNRR è “strumento necessario per superare la frammentazione e la mancanza di omogeneità dei servizi sanitari offerti sul territorio, promuovendo soluzioni avanzate a sostegno dell’assistenza e della cura domiciliare”. Il progetto sulla riduzione delle consulenze improprie prevede che gli psichiatri di guardia di ogni CSM effettuino le televisite e i teleconsulti richiesti in urgenza nella prima mezz’ora, alle 14 e nell’ultima mezz’ora di attività lavorativa, nei giorni feriali dal lunedì al venerdì. Il venerdì, nella fascia oraria dalle 14 alle 20, e il sabato dalle 8 alle 14, le televisite e i teleconsulti potranno essere effettuati dal medico di guardia dipartimentale, se non impegnato in attività urgenti e indifferibili. Ancora più semplice il progetto sulla riduzione delle visite domiciliari programmate a pazienti cronici compensati con difficoltà a raggiungere il CSM. “In quel caso, lo psichiatra che dovrebbe effettuare la visita domiciliare, d’accordo con il caregiver o con il paziente, sceglie il mezzo di comunicazione più idoneo e fissa l’orario della televisita. Poi, dopo un anno di sperimentazione, si valuterà il gradimento del servizio”.

La Asl 8 ha un Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze (DSMD), che comprende 5 Centri di Salute Mentale (CSM), che hanno un’organizzazione territoriale e comprendono i comuni della città metropolitana di Cagliari e una parte dei comuni della provincia del Sud Sardegna. I CSM sono aperti dalle 8 alle 20 dal lunedì al giovedì e il venerdì fino alle 14, con personale dedicato che garantisce tutti gli interventi programmati, anche domiciliari, e le urgenze richieste dal territorio di appartenenza (consulenze, accertamenti sanitari obbligatori, ASO, trattamenti sanitari obbligatori, TSO). Il venerdì dalle 14 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14, gli interventi in urgenza vengono effettuati per tutto il territorio da un CSM a rotazione. Nell’ambito del DSMD c’è un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), con 28 posti letto, dentro l’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, che garantisce, oltre ai ricoveri dei pazienti in fase di scompenso, le consulenze per gli altri reparti ospedalieri e per il pronto soccorso. La criticità maggiore? Anche qui la carenza di medici e psicologi, di personale di supporto (educatori e tecnici della riabilitazione psichiatrica) e infermieristico. Le consulenze improprie, cioè quelle verso pazienti che sono già noti al CSM, in media sono circa 120 al mese e il tempo di visita non è mai inferiore a un’ora ciascuna. Quindi, ogni mese, l’equivalente delle ore di lavoro di un medico dello SPDC viene utilizzato per un’attività impropria.

Per Montaldo e Papoff “gli obiettivi raggiungibili dopo un anno dall’inizio del progetto consistono nella riduzione di almeno il 50% delle consulenze improprie richieste ai PS durante i giorni feriali; nella riduzione dell’80% delle visite domiciliari programmate per i pazienti cronici compensati; nella diminuzione delle riacutizzazioni sintomatologiche tramite una più costante presa in carico”. Certo, non sarà facile avviare la sperimentazione della telepsichiatria a Cagliari: i problemi da superare riguardano la riluttanza dei colleghi a utilizzare piattaforme per la telepsichiatria, il riconoscimento della televisita come strumento ordinario di assistenza, anche sotto il profilo economico tramite i LEA, e le questioni legate alla privacy e alle eventuali implicazioni giudiziarie. Ma lo studio evidenzia che “le risposte all’utenza saranno di certo più veloci, con riduzione degli accessi impropri allo SPDC e la possibilità di poter seguire regolarmente pazienti che hanno difficoltà di accesso alle sedi del CSM”.

prova
Condividi

Articoli correlati