
Da oggi e per circa un mese, un velivolo dotato di antenna esagonale volerà a bassa quota su Onanì, Lula, Bitti e Orune per mappare la geologia profonda dell’area candidata a ospitare il più grande osservatorio di onde gravitazionali d’Europa.
Chi alzerà gli occhi al cielo nelle prossime settimane nei comuni attorno a Lula potrebbe sorprendersi nel vedere un elicottero volteggiare insolitamente basso tra le colline del Nuorese. Nessun allarme: è la scienza che bussa alle porte della Sardegna.
Da oggi, venerdì 15 maggio, ha preso il via una campagna di indagine geofisica aerea sull’area candidata a ospitare l’Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali che potrebbe sorgere proprio nel sottosuolo barbaricino. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con l’Università di Cagliari.
Il velivolo, equipaggiato con un’antenna di forma esagonale, sorvolerà a circa 50 metri di altezza i territori dei Comuni di Onanì, Lula, Bitti e Orune, in provincia di Nuoro, oltre a porzioni dei Comuni di Nule, Buddusò, Lodè, Alà dei Sardi, Osidda e Benetutti, distribuiti tra le province di Nuoro, Sassari e Gallura Nord-Est Sardegna.
I voli si svolgeranno quotidianamente per circa un mese, condizioni meteorologiche permettendo, coprendo complessivamente 2.800 chilometri di percorso su un’area di circa 400 chilometri quadrati. I dati raccolti serviranno a costruire un modello geologico tridimensionale del sottosuolo fino a una profondità di 500 metri.
La tecnica impiegata si chiama Aem (Airborne Electro Magnetics) ed è uno standard consolidato a livello mondiale, già utilizzato in Italia nel Sulcis, nella laguna veneta, nel Bresciano e in Sicilia. Le onde elettromagnetiche emesse dall’antenna sono di bassa intensità e non rappresentano alcun rischio per la salute pubblica. L’elicottero non sorvolerà centri abitati né effettuerà riprese fotografiche o video, tutelando così la privacy dei residenti.


