Giovanni Follesa vive tra Cagliari e Milano, ma a ben vedere abita piuttosto in un altrove che tiene assieme due poli: quello dell’osservazione acuta e dell’esercizio del dubbio. A Milano è titolare della cattedra di Teoria e metodo dei mass media all’Accademia di Brera. A Cagliari è una voce quotidiana nel programma ExtraLive su Radio X, oltre che narratore lucido, talvolta spietato, del nostro tempo.
Dopo aver raccontato la genesi e le fatiche delle unioni civili italiane nel saggio “Sì, lo voglio” (People, 2023), torna ora al romanzo con “Un Ferragosto” (Camena Edizioni, 2025), che più che una narrazione è una specie di vivisezione: del potere, della solitudine, dell’ascolto (che quasi mai è autentico), della recita pubblica e del teatro interiore in cui ognuno — specie chi comanda — è costretto a vivere.
Il protagonista, Giorgio Sercinu — nome volutamente affilato e isolano, ma archetipico — è il giovane presidente della Regione Sardegna. Una figura potente, ma stanca della distanza che il potere impone: non solo dal popolo, ma da se stessi. Per colmare quel vuoto, per ascoltare voci autentiche, si finge autista BlaBlaCar sotto mentite spoglie. Viaggia con perfetti sconosciuti durante i weekend — e nell’ultimo di questi viaggi, ambientato in un Ferragosto simbolico e asfissiante, si rivela il cuore stesso del romanzo.

