Continuità territoriale: pagano i sardi, volano gli altri
• Compagnie aeree: Incassano sia dalle tariffe piene sia dalle sovvenzioni.
• Settore turistico: Più voli disponibili, tenendo presente che i turisti arriverebbero comunque attraverso altre rotte aeree.
• Vettori dominanti: L’eccesso di offerta sovvenzionata scoraggia la concorrenza.
• Tariffe più alte: I costi degli aerei grandi ricadono sulle sovvenzioni.
• Meno disponibilità: D’estate i turisti occupano i posti sovvenzionati.
• Sistema inefficace: La continuità territoriale finanzia il turismo, non i residenti.
Usai cita la tratta Comiso-Milano, servita con aerei da 120 posti: nonostante la distanza maggiore, le tariffe sono più basse perché il servizio è progettato sulle reali esigenze dei residenti.
• Aerei più piccoli (120-130 posti): Adeguati alla domanda effettiva.
• Bandi di gara con vincoli chiari: Posti calmierati solo per i residenti.
• Taglio dei costi operativi: Per ridurre l’impatto sulle sovvenzioni.
Secondo Sandro Usai “il sistema attuale è sbilanciato: i turisti arriverebbero comunque, ma i sardi continuano a pagare il prezzo di un modello inefficace. È tempo di riprogettare la continuità territoriale, restituendo ai residenti il diritto a viaggiare a tariffe giuste e sostenibili”.