Aeroporti senza voli commerciali? Fano mostra a Fenosu il modello

L’aeroporto di Fano, nelle Marche

Basta copiare da quelli bravi. A Fano, nelle Marche, esiste un aeroporto più piccolo, con la pista in erba, che è diventato un modello di utilizzo intelligente: aperto tutto l’anno, ospita paracadutismo, corsi per piloti di linea, eventi musicali e un ristorante molto frequentato. Persino i campi dell’aeroporto sono coltivati a erba medica.

E a Fenosu? La situazione del terminal di Oristano è ormai sotto gli occhi di tutti: una pista costata milioni, concessa da anni a un gestore (la società Sogaeor di Riccardo Faticoni) assente, inattiva, dimenticata da chi dovrebbe vigilare. Due anni dopo l’affidamento ventennale, nessun segno di vita, nessuna attività, nessuna prospettiva. È tutto fermo. E l’Enac, come dichiarato dal suo presidente Luigi Di Palma, “non ne sa nulla”.

Aspiranti piloti e paracadutisti

Il fulcro dell’attività è doppio: la Eagles aviation academy da un lato, e la scuola di paracadutismo Skydive Fano dall’altro. «Formiamo un centinaio di piloti ogni anno», raccontano dall’ufficio stampa della scuola di volo, «molti di loro vengono assunti nelle compagnie aeree internazionali. Ma da noi arrivano anche studenti da altri Paesi europei: qui trovano qualità, serietà e una formazione tecnica completa.»

In parallelo alla scuola di volo, l’attività paracadutistica rappresenta uno dei due pilastri dell’aeroporto di Fano. La scuola di paracadutismo è tra le più attive in Italia e contribuisce in modo rilevante alla continuità operativa dell’infrastruttura, attirando sportivi e appassionati durante tutto l’anno. Insieme, le due scuole – volo e paracadutismo – costituiscono il cuore pulsante dello scalo, intorno al quale gravitano anche l’aeroclub, il team acrobatico e un ristorante molto frequentato.

Perché Fano sfonda e Fenosu affonda

“A Fano le cose funzionano perché qui ognuno fa la sua parte» sottolinea Pica. «Anche gli ettari intorno alla pista sono affidati a piccoli agricoltori locali, che coltivano erba medica, pagano un affitto e si occupano della manutenzione ordinaria. Così l’area resta curata, utile e produttiva. Non ci sono sprechi, non ci sono erbacce, non ci sono alibi”.

Un aeroporto utile per il territorio

Tutto questo avviene su una pista in erba lunga 1.350 metri, più corta di quella di Fenosu. Il confronto tecnico è impietoso: Oristano ha una pista asfaltata, più lunga, più nuova. Ma resta vuota. Fano ha più idee, più lavoro e più capacità gestionale. Nessuna formula magica: solo serietà, visione e autonomia operativa. Fano funziona perché non pretende di essere ciò che non è. Non insegue voli commerciali che non arriveranno mai, ma consolida un ecosistema che tiene insieme formazione, sport, turismo e servizi: è un aeroporto di territorio, con un’identità chiara. E questo lo rende utile. Fano risponde dunque alla domanda che tanti amministratori locali e non si pongono: “Cosa possiamo farcene di un aeroporto così piccolo?”. Fano è la risposta.
prova
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