
Cagliari e tutta la Sardegna si preparano a vivere uno dei momenti più intensi e identitari dell’anno: la 370ª edizione della Festa di Sant’Efisio. Un evento unico, in cui fede, cultura e tradizioni secolari si intrecciano in una processione che non ha eguali nel Mediterraneo. La storia del Santo affonda le radici nel III secolo d.C. Sant’Efisio, nato in Asia Minore ai tempi dell’imperatore Diocleziano, era un giovane militare incaricato di contrastare la diffusione del cristianesimo. Secondo la tradizione, la sua vita cambiò radicalmente dopo una visione: una croce luminosa apparsa nel cielo e impressa nel palmo della mano, accompagnata dalla voce di Cristo che lo rimproverava per la sua missione. Da quel momento, Efisio si convertì, diventando simbolo di fede e sacrificio. Il rito ha origine da un voto del 1652 della Municipalità di Cagliari, oggi custodito presso l’Archivio storico, nel quale s’invoca l’intercessione di Sant’Efisio per far terminare la peste e ci si impegna a celebrare ogni anno e perpetuamente una Festa solenne. Dal 1657 si ripete annualmente con una cerimonia solenne la Festa di Sant’Efisio, il Pellegrinaggio da Cagliari al luogo del martirio del Santo e i riti di scioglimento del Voto voluto dalla Municipalità di Cagliari.
Ogni 1° di maggio, quindi, i fedeli accompagnano il Santo in questa tradizionale processione, ripercorrendo il tragitto che giunge dal carcere in cui venne imprigionato al luogo del martirio a Nora, per poi tornare alla sua Chiesa di Stampace il 4 maggio entro la mezzanotte.


