
Nei secoli, la civiltà nuragica si è sviluppata come una pianta forte e ben radicata, crescendo in modo autonomo. Tuttavia, questo processo è stato anche influenzato da continui mutamenti e acquisizioni, alcuni derivanti da elaborazioni interne, altri frutto di contatti e scambi con genti di altre regioni. Le fonti letterarie antiche indicano diverse aree come stimoli per l’origine e lo sviluppo della civiltà nuragica: la regione iberica, quella egea, e più tardi, Creta e la Grecia micenea.
Dai dati attualmente disponibili, l’architettura dei primi nuraghi sardi non trova riscontro nelle regioni tirreniche, dove non sono conosciute né fortificazioni né sepolcri megalitici simili a quelli sardi. Tuttavia, i contatti attraverso la Corsica devono essere stati frequenti, come suggeriscono le somiglianze nelle tecniche ceramiche e metallurgiche. La situazione dei rapporti con la Corsica e le Baleari appare articolata, come evidenziato dalle testimonianze architettoniche.
All’inizio della civiltà nuragica, la Corsica meridionale e Minorca sembrano essere legate alla Sardegna da un rapporto speciale perché condividendo strutture megalitiche simili: nuraghi in Sardegna, torri in Corsica e talajots a Minorca. Più avanti, nel XIII a.C., in Corsica si svilupparono edifici con torri circolari a più piani, caratterizzate da una volta slanciata e di sezione ogivale, come si può dedurre dall’accuratezza delle tecniche costruttive e dall’aggetto delle strutture.