
Con oltre 3.200 imprese agricole guidate da under 35, la Sardegna si conferma terra di giovani agricoltori. Secondo un’analisi Coldiretti basata su dati del Centro Studi Divulga, l’isola si colloca all’ottavo posto in Italia per incidenza dell’imprenditoria giovanile nel settore primario, con una quota vicina al 10% del totale regionale. Numeri significativi, che seppur lontani dai picchi registrati in Sicilia (12%) e Puglia (9,6%), distanziano nettamente le regioni in coda alla classifica: Liguria (1,8%), Molise (1%) e Valle d’Aosta (0,3%).
A distinguersi in modo particolare è la provincia di Nuoro, seconda a livello nazionale per incidenza percentuale delle aziende agricole giovanili sul totale locale: 13%, appena dietro Sondrio (13,5%). Seguono, in Sardegna, Sassari con 947 imprese under 35, poi Sud Sardegna (658), Oristano (348) e Cagliari (88). I dati sono stati presentati in occasione della cerimonia degli Oscar Green, premi dedicati all’innovazione in agricoltura promossi da Coldiretti, tenutasi a Udine alla presenza dei vertici dell’organizzazione. “I giovani in Sardegna dimostrano che la terra può ancora essere una scelta di vita”, afferma Coldiretti Sardegna. “Ma nonostante i segnali incoraggianti, il sistema continua a essere ostacolato da burocrazia, ritardi nei pagamenti, carenze infrastrutturali e servizi insufficienti, soprattutto nelle aree interne. Lo spopolamento resta una ferita aperta”.
A rappresentare simbolicamente la forza creativa delle nuove generazioni agricole è la Società Agricola Pi’n’Pi di Olmedo (SS), vincitrice dell’Oscar Green nazionale con un progetto esemplare di economia circolare.
I fondatori, Oscar Pilo e Andrea Piras, recuperano i fondi di caffè dai bar locali per utilizzarli come substrato naturale nella coltivazione di funghi, senza ricorrere a pesticidi, plastica o additivi. Al termine del ciclo produttivo, il substrato esausto viene riutilizzato per alimentare una particolare specie di lombrichi, chiudendo così il processo in modo sostenibile.
“Noi giovani ci siamo, resistiamo e innoviamo”, dichiara Laura Cocco, delegata regionale di Giovani Impresa Coldiretti. “Non chiediamo favoritismi, ma condizioni dignitose per restare e crescere. Le campagne possono offrire futuro, ma servono politiche concrete, infrastrutture adeguate e aiuti tempestivi”.
Un modello virtuoso che unisce innovazione, rispetto per l’ambiente e radicamento nel territorio.
Un segnale forte: i giovani ci sono, e sanno innovare. Ma non possono farlo da soli.


