Sclerosi multipla, da Cagliari un patto per una cura più umana: dieci punti per cambiare rotta

Due protagoniste del convegno di Cagliari: Eleonora Cocco e Gabriella Spinicci

In Sardegna circa 6.500 persone convivono con la sclerosi multipla. Una malattia cronica e imprevedibile, oggi più controllabile grazie ai progressi della ricerca, ma che pesa ancora in modo invisibile sulla vita di chi ne è colpito. Ansia, isolamento, paura del futuro. Soprattutto nei giovani, costretti a rivedere piani, sogni e identità.

Per questo a Cagliari, a Palazzo Doglio, si è tenuta la tappa sarda di WillChair Table, incontro promosso da Novartis e dall’Aism, l’associazione italiana sclerosi multipla. Obiettivo: ripensare la cura in chiave relazionale, empatica e partecipata. «La SM colpisce spesso in un’età di costruzione», ha spiegato Eleonora Cocco, direttrice del Centro SM dell’Asl di Cagliari. «Serve aiutare le persone a scegliere per sé, con il nostro sostegno».

Il Manifesto

Ecco, in sintesi, i dieci punti chiave del Manifesto:
1. Terapie personalizzate e aggiornate nel tempo.
2. Attenzione ai sintomi invisibili (come fatica o dolore).
3. Dialogo anche sui sintomi “tabù” (sessualità, umore).
4. Adattamenti quotidiani costruiti con il medico.
5. Supporto alla genitorialità e alla gravidanza.
6. Promozione di corretta alimentazione e movimento.
7. Ascolto continuo, dalla diagnosi in poi.
8. Partecipazione attiva alle decisioni terapeutiche.
9. Approccio multidisciplinare centrato sulla persona.
10. Comunicazione empatica tra medici, pazienti e associazioni.

«La relazione è parte della cura», ha detto Liliana Meini, presidente Aism Sardegna. «Solo ascoltando davvero si può costruire un percorso che tenga insieme diagnosi, identità e futuro».
prova
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