
Nautica da diporto, cantieristica, logistica avanzata, pesca: le aree portuali della Sardegna potrebbero aprirsi a funzioni nuove, uscendo dalla gabbia del traffico merci per diventare infrastrutture vive, connesse ai territori e più flessibili. È questo, almeno, il cambio di rotta tracciato nel nuovo Documento di programmazione strategica di sistema (Dpss), approvato ieri dall’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna.
Il piano – ancora tutto teorico – prevede l’ampliamento degli usi concessi nelle principali aree banchinali, con la possibilità di accogliere attività produttive oggi escluse: dai servizi per il turismo nautico alla manutenzione dei pescherecci, fino agli impianti leggeri per logistica, magazzino e trasformazione. In parallelo, viene inserito ufficialmente anche il progetto Luna Rossa, con una concessione ventennale già deliberata.


