
In Ogliastra cresce il malumore del Comitato civico Giù le mani dall’Ogliastra, che da mesi denuncia il collasso della sanità locale. Dopo l’ennesimo scambio con l’Assessorato regionale, la misura è colma: la risposta giunta il 31 luglio dal segretario dell’assessore Bartolazzi, pur riconoscendo i problemi e promettendo un confronto “a breve”, non ha fissato né date né impegni concreti.
Per i cittadini è l’ennesima prova che le istituzioni continuano a guadagnare tempo. «Le parole non bastano più», scrivono i portavoce del Comitato, che il 3 agosto hanno inviato una nuova lettera ufficiale e diffuso un comunicato stampa: l’incontro con l’assessore deve essere pubblico, in Ogliastra, entro agosto, con la presenza di sindaci, operatori sanitari e popolazione.
Il malcontento ruota attorno a nodi precisi: la chiusura del Punto nascita di Lanusei, l’incertezza sul futuro dell’ospedale Nostra Signora della Mercede, la carenza di servizi territoriali ed emergenziali. A monte, una sensazione di marginalità: l’Ogliastra si sente dimenticata dalla Regione. Il Comitato ribadisce di non essere forza politica ma voce civile autonoma, pronta al dialogo, ma non più in silenzio. «Ora servono fatti, non promesse», è l’avvertimento.


