
«No al genocidio, negate la Via alla Rwm». Da questa mattina, 22 settembre, sono partite le prime ondate di email indirizzate al presidente della Regione . L’iniziativa, diffusa nei giorni scorsi da gruppi pacifisti e ambientalisti, invita i cittadini a inviare messaggi a intervalli regolari per chiedere che Consiglio e giunta respingano la Valutazione di impatto ambientale presentata dalla società Rwm e che venga impedito il transito di armamenti sulle strade, nei porti e negli aeroporti dell’isola.
Il mailbombing arriva mentre l’iter amministrativo è in una fase delicata. Dal 2021, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le autorizzazioni per due reparti produttivi dello stabilimento di Domusnovas, la Regione è chiamata a una valutazione ex post sull’ampliamento. L’assessorato all’Ambiente ha chiuso nei mesi scorsi la fase istruttoria e deve ora redigere la monografia conclusiva, che conterrà il parere definitivo.
Le contestazioni non si sono fermate. A luglio comitati e associazioni hanno manifestato davanti all’assessorato a Cagliari, consegnando osservazioni tecniche contro il progetto. In agosto una lettera aperta alla presidente Alessandra Todde ha ribadito la richiesta di negare l’autorizzazione, sottolineando il rischio che la Sardegna diventi snodo logistico per forniture belliche.
Negli ultimi giorni la vicenda è tornata sulle pagine nazionali: secondo ricostruzioni giornalistiche, la pratica per il raddoppio dello stabilimento resta ferma negli uffici regionali da oltre tre anni. Oggi, insieme al mailbombing, è previsto un presidio sotto la sede della Regione, durante il quale i promotori consegneranno copie cartacee delle osservazioni depositate.


