
Continua a preoccupare la diffusione del virus del Nilo occidentale in Sardegna. Un uomo ultrasettantenne, residente a Santa Giusta, è deceduto il 6 ottobre presso l’ospedale San Martino di Oristano a causa della febbre del Nilo. Lo ha comunicato ufficialmente l’Azienda Sanitaria Locale (ASL 5) della zona.
Il caso rappresenta il terzo decesso registrato nella provincia di Oristano dall’inizio della stagione 2025. Secondo i dati diffusi da fonti sanitarie e organi di stampa locali, nella sola provincia sono stati accertati 38 casi sintomatici di infezione da West Nile virus.
Nel frattempo, è stato segnalato un nuovo caso positivo: si tratta di un paziente ultranovantenne residente a Masullas, attualmente ricoverato presso l’ospedale di San Gavino Monreale. Le sue condizioni non sono state rese note, ma si conferma il monitoraggio continuo dei casi nella regione.
Il virus del Nilo occidentale, trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette, è endemico in alcune aree del Mediterraneo e colpisce in modo particolare le persone anziane o con patologie pregresse. Le zone umide dell’Oristanese, tra stagni, lagune e risaie, rappresentano un habitat favorevole alla proliferazione delle zanzare del genere Culex, vettori principali dell’infezione.
“La presenza del virus nell’area è ormai costante da diversi anni, ma il picco stagionale 2025 risulta particolarmente significativo”, spiegano fonti sanitarie locali.
La ASL 5 ha intensificato le attività di disinfestazione e sorveglianza entomologica in collaborazione con i comuni del territorio. La popolazione è stata invitata a evitare ristagni d’acqua, utilizzare repellenti, e adottare misure di protezione individuale, soprattutto nelle ore serali.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la maggior parte dei soggetti infetti dal West Nile virus resta asintomatica, ma in circa l’1% dei casi possono manifestarsi complicazioni neurologiche gravi, come encefaliti o meningiti, talvolta con esiti letali.


