Minori, Cagliari capitale del confronto tra scienza e giustizia
Grande successo per il convegno promosso dall’avvocato Bauccio
Il convegno “Processo alla scienza”
“Abbiamo parlato di argomenti difficili ma fondamentali con un approccio rigorosamente scientifico”, ha spiegato l’avvocato Bauccio, sottolineando come uno dei risultati più significativi sia stata la grande partecipazione degli ordini professionali sardi e cagliaritani: avvocati, assistenti sociali e psicologi seduti allo stesso tavolo insieme a magistrati, giornalisti e studiosi. Un segnale forte, in un contesto spesso segnato da contrapposizioni sterili. “Il messaggio – ha aggiunto – è che le categorie impegnate nella difesa dei diritti delle famiglie e dei minori devono smettere di combattersi e iniziare a collaborare, senza cedere alle ‘chiamate alla guerra’ che arrivano dalla politica.” Un richiamo netto a stare dalla parte dei più deboli, e non di chi “grida di più”, evitando che il conflitto tra poteri e professioni finisca per oscurare l’obiettivo centrale: la tutela dei minori. In questo solco si inserisce anche il successo dell’evento teatrale “La giustizia non è una dea bendata”, che ha registrato una partecipazione di pubblico significativa e un’attenzione profonda al tema dell’amore per la verità, indicata come unico collante possibile in una modernità che rischia di scivolare verso nuove forme di antiscienza e “stregoneria”.
Di alto profilo anche le presenze istituzionali e scientifiche. Tra gli interventi più apprezzati, quello della presidente del Tribunale per i minorenni di Cagliari Michela Capone, insieme a contributi di studiosi di fama internazionale come la dottoressa Janina Fisher e Sandra Baita. “È bello che tutto questo sia partito da Cagliari – ha osservato Bauccio – perché questa volta è stato il mondo a venire in città, non il contrario.” Tra i temi centrali emersi, il ruolo dei servizi sociali come primo presidio di collegamento e prevenzione, da potenziare e valorizzare prima che i problemi diventino patologici. “Vanno rafforzati, migliorati e difesi nella loro reputazione, troppo spesso demolita”, ha rimarcato Bauccio, affiancando a questo la necessità che anche gli avvocati sviluppino competenze scientifiche sempre più solide, sentendosi parte integrante del sistema di tutela. Ampio spazio è stato dedicato alla psicologia del trauma, indicata come una branca fondamentale a cui va riconosciuta piena dignità scientifica e strumenti adeguati. La vicenda della “famiglia del bosco” ne è un esempio emblematico: da un lato il rifiuto di ogni forma di aiuto, dall’altro il diritto dei minori ad acquisire competenze essenziali per la propria vita futura. Un equilibrio delicatissimo, che richiede professionalità riconosciute e interventi liberi da interferenze politiche.
Non meno rilevante il contributo del mondo dell’informazione. Molto seguito l’intervento di Piero Sansonetti, che ha messo in guardia contro i “processi di piazza” e la sistematica violazione del principio di presunzione di innocenza. Un tema che dialoga idealmente con i libri Demoni e angeli di Simona Musco, dedicato al caso Bibbiano, e La giustizia non è una dea bendata dello stesso Bauccio: due opere diverse per approccio – cronaca giornalistica e arringa dal punto di vista dell’avvocato – ma unite dalla ricerca della verità. Il successo dell’iniziativa è tale che in molti chiedono ora di proseguire il format, partendo ancora una volta da Cagliari. Un risultato reso possibile anche dal sostegno e dalla fiducia dell’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione. “Il risultato più grande – conclude Bauccio – è aver messo allo stesso tavolo avvocati, psicologi, assistenti sociali e magistrati. È da qui che può nascere un diritto migliore, capace di proteggere davvero chi è più fragile.”