
La destagionalizzazione del turismo sardo passa anche da scelte realistiche. È questo il senso della presa di posizione dell’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, intervenuto in un botta e risposta sui social con l’imprenditore turistico Maurizio Battelli sul tema dell’addizionale comunale applicata ai voli.
Battelli ha sintetizzato la questione con un’immagine efficace: “Ryanair è un’onda gigante. Puoi cavalcarla, oppure farti travolgere.” Secondo l’imprenditore, il braccio di ferro tra Regione e compagnie aeree sull’addizionale comunale rischia di trasformarsi in una sfida impari. Quando ci si confronta con un colosso come Ryanair, che dispone di migliaia di aeromobili e può spostare rotte con estrema rapidità, illudersi di fermare l’onda a mani nude significa correre un rischio enorme. Il punto, sottolinea Battelli, non è rinunciare al confronto né tantomeno piegarsi, ma guardare i numeri fino in fondo. Quanto si perderebbe togliendo l’addizionale? E quanto, invece, si potrebbe recuperare in termini di passeggeri, presenze turistiche, spesa sul territorio, IVA indiretta e occupazione? Sono queste le domande giuste. Perché, avverte, se Ryanair o altre compagnie riducessero drasticamente la loro presenza in Sardegna, alcune aree – in particolare il Sud Sardegna e Cagliari – rischierebbero non un semplice rallentamento, ma un vero blocco del turismo invernale. Alla base del ragionamento c’è un concetto chiave: realismo strategico. Non si tratta di “vincere contro Ryanair”, ma di creare le condizioni affinché convenga alle compagnie investire e crescere sull’isola e, allo stesso tempo, permettere agli operatori locali di rafforzarsi e diventare più competitivi.
È su questo terreno che si inserisce la risposta dell’assessore Cuccureddu, che allarga lo sguardo oltre il singolo caso. Oggi, spiega, non è solo Ryanair a ragionare in questi termini: tutte le grandi compagnie aeree adottano le stesse logiche di mercato. Gli aerei vengono spostati dove il costo per il passeggero è più basso e dove il sistema complessivo risulta più conveniente. Non a caso, anche gruppi come Lufthansa hanno avanzato richieste analoghe, e in molti Stati europei e regioni italiane l’addizionale è già stata eliminata, compensandola con risorse proprie. Cuccureddu distingue chiaramente tra stagioni. Durante l’estate, la Sardegna non soffre particolari problemi di connessione: la domanda è forte e l’isola resta naturalmente attrattiva.
Il vero nodo si presenta nei mesi invernali, quando la domanda è ancora debole e il rischio di perdere rotte e collegamenti diventa concreto. In quel contesto, l’abolizione dell’addizionale comunale non è una concessione alle compagnie, ma uno strumento necessario – anche se da solo non risolutivo – per rendere competitivo il sistema economico sardo. Un sistema che non riguarda soltanto il turismo in senso stretto, ma coinvolge l’intero tessuto produttivo: commercio, artigianato, servizi e lavoro. Mantenere collegamenti aerei stabili anche nella winter significa tenere aperta l’isola, evitare l’isolamento e creare le condizioni per una vera destagionalizzazione. Eliminare l’addizionale comunale nei mesi invernali va esattamente in questa direzione: smettere di fare la guerra alle onde e iniziare, finalmente, a fare surf.