
Resta in una fase di sostanziale paralisi il riassetto della sanità regionale. Dopo le sentenze della Corte costituzionale e del TAR, che hanno di fatto smantellato i commissariamenti dichiarando illegittima la parte della riforma sanitaria legata allo spoils system, la Giunta guidata dalla presidente Alessandra Todde non ha ancora ricomposto il mosaico delle nomine dei direttori generali delle ASL. Una situazione resa ancora più delicata dal fatto che la presidente ha assunto anche l’incarico di assessore alla Sanità ad interim, dopo le dimissioni polemiche di Armando Bartolazzi. Al momento, l’unica certezza riguarda il ritorno alla guida della ASL di Sassari di Flavio Sensi, reintegrato in forza delle pronunce dei giudici amministrativi. Nessuna novità, invece, per le ASL di Cagliari e Olbia, dove la Giunta avrebbe scelto la linea della prudenza, evitando nuove nomine che rischierebbero di complicare ulteriormente un quadro già estremamente intricato. Secondo indiscrezioni, rilanciate anche dal quotidiano “L’Unione Sarda”, sarebbe in corso un tentativo di mediazione con i direttori generali rimossi, per scongiurare la presentazione di nuovi ricorsi contro i loro successori, nominati dopo la fine dei commissariamenti. Un equilibrio fragile, che tiene sospesa l’intera governance del sistema sanitario regionale. A rendere il contesto ancora più instabile si aggiunge ora un ulteriore elemento: le imminenti dimissioni del direttore generale dell’Assessorato alla Sanità, Luciano Oppo