
“Intervengo a seguito del trasferimento di 92 detenuti 41 bis ma qui non c’è in ballo soltanto un aspetto penitenziario e non intendiamo mettere in discussione la lotta alla mafia o il contrasto alla criminalità organizzata. Il punto è altro, riguarda il principio di equilibrio nelle funzioni dello stato, il principio di insularità e la necessità di confronto tra le istituzioni.
Oggi in Italia i detenuti col regime 41 bis sono circa 720 e 90 sono già nelle carceri sarde. Dovrebbero arrivare a 240 secondo il piano del governo ma questi per il governo sardo sono numeri non sostenibili anche perché non siamo in grado di assicurare le cure di questi carcerati con le risorse finanziarie della Regione. Ogni decisione deve rispettare l’autonomia della Sardegna e un piano di collaborazione leale tra istituzioni. Invece, a oggi non abbiamo avuto un confronto con la presidente Meloni e il ministro Nordio, che pure abbiamo sollecitato. La Sardegna non è la soluzione logistica di un problema complesso che riguarda il Paese, i nostri territori sono già fragili e questo trasferimento andrà anche a danno dei detenuti sardi che saranno trasferiti fuori dalla Sardegna.
La mobilitazione civile in vista della manifestazione del 28 fe4bbraio è molto sentita, con oltre 140 organizzazioni ufficiali e oltre 100 sindaci che parteciperanno con la fascia tricolore. Vogliamo che tutto questo diventi una proposta seria, non contro lo Stato ma per la Sardegna. E il Consiglio regionale oggi può elaborare questa posizione di difesa della Regione”.
Il vicepresidente Frau ha dichiarato conclusi i lavori e convocato il Consiglio alle 16 per la discussione generale.


