
La gestione degli appalti nel sito industriale di Porto Torres sta generando in queste ore forti preoccupazioni per le imprese sarde interessate al rilevante progetto in quanto è stato appreso stiano rischiando di rimanere fuori dall’assegnazione di importanti lavori che sono fondamentali, considerando l’opportunità occupazionale che il settore industriale offre al territorio. A denunciare quanto sta avvenendo è il deputato Silvio Lai (PD), componente della commissione Bilancio della Camera, che ha già presentato un’interrogazione parlamentare.
“Il progetto della chimica verde di Porto Torres – spiega Silvio Lai – nacque nel 2011 con un accordo sottoscritto alla Presidenza del Consiglio tra Governo, Regione Sardegna, enti locali, sindacati ed ENI. Era un patto con il territorio: riconversione industriale, tutela dell’occupazione e sviluppo della filiera locale. Nel sito Novamont, ex Matrìca, oggi sta accadendo l’esatto contrario. Le gare d’appalto per manutenzioni e servizi industriali vengono svolte su base nazionale coinvolgendo oltre venti imprese provenienti da diversi poli petrolchimici italiani. In alcuni casi le gare sono state aggiudicate a imprese fuori dalla Sardegna”.
“In particolare – puntualizza il deputato -, la gara per la manutenzione metalmeccanica ha coinvolto oltre venti imprese nazionali ed è stata aggiudicata a una impresa con sede in Sicilia, e la gara per i lavaggi industriali ha coinvolto oltre venti imprese nazionali ed è stata aggiudicata a un’altra impresa siciliana. Sono ora in corso gare nazionali per manutenzione elettro-strumentale e manutenzione antincendio, entrambe con la partecipazione di oltre venti imprese provenienti da tutta Italia”.


