Spesa farmaceutica, la Giunta Todde prova a tagliare

Assegnati ai direttori generali delle Asl gli obiettivi per l’anno 2026
Da Aifa

La spesa farmaceutica in Sardegna, dal monitoraggio rilevato, “sta aumentando più velocemente sia rispetto agli anni precedenti che rispetto alla media nazionale”. A sottolinearlo nella delibera di Giunta di recente approvazione è l’assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, che ha osservato come “la variazione media annua della spesa regionale dal 2019 al 2025 (+5,4 per cento) è costantemente superiore alla medesima crescita misurata a livello nazionale (+4,5 per cento). Risulta, quindi, indispensabile correggerne l’andamento al fine di ricondurlo perlomeno alla tendenza nazionale”.

Per tali finalità, si è appreso che l’esecutivo ha dato mandato al direttore generale della Sanità, Thomas Schael, di promuovere l’avvio di un tavolo di lavoro permanente composto da referenti della direzione generale della Sanità, della direzione generale della Centrale Regionale di Committenza, e dai referenti delle strutture che in ARES si occupano degli acquisti e della distribuzione dei farmaci, per definirne le strategie di approvvigionamento regionali.

Ma non solo: la Giunta ha dato inoltre mandato alla direzione generale della Sanità di costituire e coordinare un tavolo tecnico di indirizzo e monitoraggio della spesa farmaceutica, che dovrà coinvolgere un rappresentante dei direttori generali delle aziende territoriali e un altro delle aziende ospedaliere, un rappresentante delle farmacie ospedaliere e uno delle territoriali. Il tavolo si avvarrà anche della collaborazione delle strutture dell’ARES competenti in materia di farmaci e laddove necessario, di quelle deputate alla programmazione e gestione delle procedure aperte per l’acquisto di farmaci della RAS e di ARES. Suddetto tavolo, che si riunirà con cadenza almeno bimestrale, si occuperà delle linee di indirizzo nella gestione delle politiche del farmaco e monitorerà l’andamento della spesa, individuandone progressi e criticità.
Ancora, alla direzione generale del Personale e Riforma della Regione è stato conferito di avviare le opportune procedure al fine di rafforzare le dotazioni di personale del Servizio qualità dei servizi e governo clinico afferente alla direzione generale della Sanità, e del Servizio forniture e servizi della direzione generale della Centrale Regionale di Committenza, nonché di assegnare ai direttori generali delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere gli obiettivi per l’anno 2026. In particolare: i direttori generali delle ASL dovranno contenere la spesa convenzionata entro il tetto di 49mln per quanto riguarda la ASL1, di 20.5mln per la ASL2, di 24mln per la ASL3 e la ASL5, di 9.5mln per la ASL4, di 14mln per la ASL6, di 21mln per la ASL7, di 80mln per la ASL8; gli stessi direttori generali delle ASL, insieme a quelli ospedalieri, dovranno inoltre portare l’utilizzo dei farmaci biosimilari e a brevetto scaduto almeno al 95% del totale delle erogazioni del principio attivo, laddove aggiudicato in gara, e dovranno creare, anche all’interno dello staff del direttore generale o del direttore sanitario, la funzione di confronto clinico che deve prevedere la presenza dell’oncologo, del farmacista e del chirurgo per la valutazione dei dispositivi medici impiantabili. La funzione del confronto clinico incardinata nelle aziende ospedaliere deve possedere un numero minimo di casi discussi ogni anno, pari a circa il 2% dei ricoveri desumibili dalle schede di dimissione ospedaliera, fissato nel numero di 300 per l’AOU di Cagliari, 500 per l’ARNAS Brotzu e per l’AOU di Sassari.
In ultimo, l’esecutivo ha deliberato di dare mandato al direttore generale dell’ARES per creare un nuovo modello organizzativo che preveda quattro Unità farmaci antiblastici a servizio dell’intera Regione. Sarà poi la stessa direzione generale della Sanità “ad attuare tutte le eventuali altre azioni necessarie per la realizzazione degli obiettivi di razionalizzazione e contenimento della spesa farmaceutica, al fine garantire una applicazione omogenea ed equa degli interventi approvati”. Elisabetta Caredda
prova
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