
Capire com’era il clima della Sardegna nella preistoria non è semplice. Gli studiosi infatti dispongono di pochi dati diretti provenienti dall’isola e questo rende difficile ricostruire con precisione l’ambiente in cui vivevano le popolazioni antiche. Nonostante ciò, grazie agli studi sul Mediterraneo occidentale è possibile individuare alcune tendenze generali che probabilmente hanno interessato anche la Sardegna.
Negli ultimi decenni l’archeologia sarda ha fatto grandi progressi nello studio dei reperti e dei monumenti del passato, come villaggi, tombe e nuraghi. Molto meno si sa invece sull’ambiente naturale in cui queste società si svilupparono: il clima, la vegetazione, il paesaggio e il modo in cui gli esseri umani interagivano con la natura.
Secondo molti studiosi, per capire davvero la storia delle società antiche non basta studiare gli oggetti o gli edifici. È necessario analizzare anche i fattori ambientali. Il clima, le risorse naturali e i cambiamenti del territorio possono infatti aver influenzato l’organizzazione delle comunità, le attività economiche e persino le trasformazioni culturali.
Uno dei principali problemi della ricerca riguarda la mancanza di studi specifici sulla Sardegna. Molti lavori sul clima del passato si basano su dati raccolti in altre aree del Mediterraneo, come la penisola italiana, la Francia meridionale, la Spagna o il Nord Africa. Per questo motivo la Sardegna rappresenta ancora oggi una sorta di “vuoto” nella ricostruzione del clima antico.
Già circa trent’anni fa lo studioso Serra aveva cercato di affrontare questo problema. Nel progetto editoriale NUR tentò di applicare alla Sardegna le conoscenze sul clima europeo dell’Olocene, cioè il periodo geologico più recente iniziato circa 11700 anni fa. Tuttavia anche in quel caso mancavano dati diretti provenienti dall’isola.