
A oltre mezzo secolo dalla fine del programma Apollo, l’esplorazione umana dello spazio torna a puntare verso la Luna. Con il decollo del razzo Space Launch System prende ufficialmente il via la missione Artemis II, primo passo concreto della nuova corsa allo spazio profondo. A bordo della capsula Orion viaggiano quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, insieme ai colleghi della NASA Victor Glover e Christina Koch, affiancati dal canadese Jeremy Hansen, in rappresentanza della Canadian Space Agency. Artemis II, il nome richiama la divinità greca sorella di Apollo, segna una tappa fondamentale nella strategia degli Stati Uniti per riportare l’uomo sulla superficie lunare. Si tratta però di una missione senza allunaggio: l’equipaggio sorvolerà la Luna, restando in volo per circa dieci giorni, con l’obiettivo di testare tecnologie, sistemi e procedure in vista delle future missioni operative. Per la prima volta entra in funzione lo Space Launch System, il razzo più potente mai sviluppato dalla NASA, concepito per le missioni nello spazio profondo. Al suo vertice viaggia Orion, la capsula di nuova generazione — denominata Integrity — progettata per trasportare gli astronauti fino all’orbita lunare e oltre. Si apre così una nuova fase dell’esplorazione spaziale: non più soltanto il ritorno sulla Luna, ma la costruzione di una presenza stabile, primo passo verso traguardi ancora più ambiziosi.