Il fortino di Sant’Ignazio, un tesoro sospeso tra cielo e mare

A Cagliari un luogo da riscoprire e valorizzare
Il fortino di Sant’Ignazio

A pochi passi dal mare, ma lontano dai circuiti turistici più battuti, il fortino di Sant’Ignazio racconta una pagina dimenticata della storia di Cagliari. Un luogo suggestivo, incastonato sul colle di Sant’Elia. Spesso riscopriamo luoghi come questo in occasioni speciali come Monumenti Aperti, quando i cancelli si aprono e i cittadini possono riscoprire angoli nascosti della città. Poi, però, tutto torna come prima: lucchetti, reti e silenzio. Siti come questo non rappresentano soltanto un patrimonio storico da conservare, ma anche un’opportunità concreta di valorizzazione culturale ed economica, capace di generare sviluppo e occupazione senza pesare su ambiente e salute. Il fortino di Sant’Ignazio domina il paesaggio tra cielo e mare. La sua costruzione risale al 1793, durante la dominazione sabauda, con l’obiettivo di difendere la città dagli attacchi francesi. Il progetto fu affidato al maggiore ingegnere Franco, che si ispirò ai modelli dell’ingegneria militare francese di Vauban. La struttura, articolata su cinque bastioni, richiama nella forma quella di una tartaruga ed è frutto delle più avanzate conoscenze balistiche dell’epoca.

I lavori, però, procedettero a rilento e si interruppero già nel 1795, lasciando l’opera incompiuta. Nel corso dei decenni il fortino ha conosciuto utilizzi diversi: nel 1804 fu trasformato in ospedale a supporto del vicino Lazzaretto, mentre nel 1848 ospitò i gesuiti espulsi dalle chiese cittadine dopo la soppressione della Compagnia di Gesù. L’ultima funzione risale alla Seconda guerra mondiale, quando venne impiegato come stazione di avvistamento aereo. Oggi il fortino si presenta in stato di abbandono, ma resta accessibile con una passeggiata di circa un chilometro dal faro di Capo Sant’Elia. Un percorso che conduce non solo a uno dei punti panoramici più affascinanti della città, ma anche a un simbolo di ciò che Cagliari potrebbe valorizzare molto di più. Tra quelle mura, segnate dal tempo, non c’è solo passato: c’è anche una possibile idea di futuro. (a.s.)

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