
Prima o poi doveva succedere, ma in questa Legislatura diventa quasi una notizia, dopo le sentenze che hanno visto cassare davanti ai giudici costituzionali la riforma sanitaria, la moratoria sulle rinnovabili e la legge sulle aree idonee. Con la sentenza numero 93, depositata oggi, la Corte costituzionale ha infatti dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale promosse dal Governo nei confronti di alcune disposizioni della legge della Regione Sardegna numero 24 del 2025, relative alla proroga delle graduatorie concorsuali dell’Azienda regionale dell’emergenza e urgenza della Sardegna (AREUS) e agli incentivi economici destinati al personale comunale impegnato nella gestione del Reddito di inclusione sociale (REIS). Dopo aver affermato che la disciplina delle graduatorie concorsuali rientra nella competenza legislativa della Regione in materia di organizzazione amministrativa e personale, la Consulta ha sottolineato che la proroga, fino al 31 dicembre 2026, della graduatoria del concorso per l’assunzione di personale nell’azienda regionale sarda, scaduta nell’aprile 2025, riguarda il necessario supporto all’attività sanitaria. La Corte ha riconosciuto che tale intervento è collegato a esigenze peculiari e, soprattutto, alla necessità di garantire continuità ed efficienza dei servizi sanitari nelle zone più remote dell’Isola. La Consulta ha dichiarato non fondate anche le censure relative agli incentivi economici previsti per il personale comunale impiegato nella gestione del REIS, evidenziando come la disposizione regionale si limiti a destinare risorse finanziarie, lasciando integralmente alla contrattazione collettiva la concreta disciplina delle indennità accessorie.


