Nomine manager, non è finita: il ministero dà ragione a Tidore e più

L’ultima parola al Consiglio di Stato ma le poltrone di Cagliari, Areus e Olbia scricchiolano
Tidore a cavallo

Pesanti fenomeni meteo in arrivo sulla sanità sarda. Ancora una volta al centro della perturbazione politica ci sono le nomine dei manager e in particolare quella dei vecchi manager di Cagliari (Marcello Tidore), Areus Nuoro (Cinzia Betellini) e Olbia (Marcello Acciaro), che erano stati giubilati e sostituiti prima con i commissari e poi con Aldo Atzori, Angelo Serusi e Antonio Irione. La notizia, anticipata sull’Unione Sarda dal cronista giudiziario più informato, Francesco Pinna, è questa: accogliendo i principi della sentenza della Corte Costituzione, il ministero della Sanità ha appena scritto un parere al Consiglio di Stato, dove pende il ricorso degi ex. Scrive il ministero: “Si ritiene che debba essere accolta la richiesta di sospensiva con il conseguente reintegro del ricorrente” a causa della “fondatezza delle doglianze del ricorrente”. In italiano vuol dire che per il ministero il Consiglio di Stato deve reintegrare Betellini, Acciaro e (soprattutto, perché pesa di più) Tidore, meglio noto come il Cavaliere nero di Nuoro, che dalle pellicole di Proietti si è trasferito nella sanità sarda passando per l’area centrista e ha guidato l’opposizione di gran parte degli ex manager al nuovo corso della presidente e assessora alla Sanità) Todde.
Il ministero ha rincarato la dose nel provvedimento che rimette in sella i tre ex soliniani: “La Regione esprime una contraddizione di fondo che rende non percepibile il percorso logico giuridico a cui è addivenuta con l’adozione del provvedimento 8/1. Dapprima statuisce l’inefficacia delle nomine commissariali per poi giungere al paradosso di conservare l’effetto decadenziale in capo ai ricorrenti generato dal medesimo commissariamento, così utilizzando tale falso presupposto per procedere alle nuove nomine”.

Cosa farà la presidente Todde? Intanto frena

La partita però non è finita: è tutta nelle mani della presidente Todde che potrebbe reintegrare i manager senza attendere la sentenza del Consiglio di Stato. Oppure resistere, fino a quando anche l’ultimo provvedimento giudiziario non sarà esecutivo. E a quel punto, in caso di soccombenza, i tre nuovi manager dovranno tornare a casa e cedere il posto agli ex. Intanto da viale Trento arriva una nota: “In merito alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione relativamente a un presunto accoglimento del ricorso pendente innanzi al Consiglio di Stato e ai conseguenti effetti sulle nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali, la Regione Sardegna precisa che tali ricostruzioni sono prive di fondamento. Il documento richiamato negli articoli di stampa non costituisce in alcun modo una decisione del Consiglio di Stato, né anticipa il contenuto della futura pronuncia. Si tratta esclusivamente di un parere reso nell’ambito dell’istruttoria predisposta dal ministero competente ai fini della successiva valutazione del Collegio giudicante.
Pertanto, allo stato attuale, il Consiglio di Stato non ha ancora assunto alcuna decisione sul ricorso in questione e nessuna conclusione può essere tratta in ordine al suo esito. Risultano quindi destituite di fondamento le affermazioni relative a un presunto reintegro dei precedenti direttori generali o alla conseguente decadenza degli attuali direttori generali delle aziende interessate”.

La Regione Sardegna ribadisce che ogni valutazione sugli effetti giuridici della vicenda potrà essere compiuta esclusivamente all’esito della decisione del Consiglio di Stato, che ad oggi non risulta ancora adottata.

L’Amministrazione regionale invita pertanto a evitare interpretazioni improprie o anticipazioni prive di riscontro negli atti ufficiali del procedimento.

prova
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