
L’iniziativa del 18 giugno scorso che ha visto presentare da Thomas Osborn, Direttore Area Salute dell’Istituto per la Competitività (I-Com I-Com), lo studio sull’uso dei farmaci equivalenti e sull’equo accesso alle cure, promosso da Sandoz SpA, ha reso vivo il dibattito con i rappresentanti delle Istituzioni e i professionisti del mondo clinico e farmaceutico.
Tra gli intervenuti, Marco Porcu, Responsabile della Comunicazione regionale di Federfarma, che ha evidenziato: “Dai dati aggiornati da federfarma, la Sardegna nel 2025 ha utilizzato i farmaci nella lista di preferenza (Etici + Equivalenti) per un totale di 2.266.339 confezioni che determinano un valore complessivo di € 19.635.226,83, di cui Etici sono 1.388.417 per un valore di € 12.561.434,06, e Generici 877.922 per un valore di € 7.073.792,77. I dati della Sardegna sono in linea perfetta con la media Italia per entrambe le categorie. Dal varo della legge n. 405/2001 che ha introdotto il concetto delle liste di riferimento e della sostituibilità del farmaco originale con uno equivalente, il settore dei farmaci a brevetto scaduto ha avuto un grande sviluppo. In proposito, tengo a evidenziare che le farmacie sono state gli attori del sistema che hanno dato il contributo forse più rilevante alla conoscenza e alla diffusione degli equivalenti, dovendo affrontare, peraltro, forti diffidenze e polemiche strumentali sulla loro efficacia”.
Anche Carlo Piredda, Segretario Regionale SIMG Sardegna, ha rivendicato il ruolo fondamentale del MMG nel sostenere la promozione dell’uso appropriato dei farmaci equivalenti. Ha spiegato: “L’impiego dei farmaci equivalenti rappresenta un’opportunità importante sia per il singolo paziente sia per il sistema sanitario. Per il paziente, una minore spesa può favorire una migliore aderenza terapeutica, soprattutto nei trattamenti cronici che richiedono l’assunzione continuativa di medicinali. Per il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale l’utilizzo dei farmaci equivalenti contribuisce a contenere i costi senza ridurre la qualità delle cure, liberando risorse da destinare ad altri bisogni assistenziali. Il medico di famiglia ha infatti una funzione educativa verso i propri assistiti: è importante fornire ai pazienti informazioni chiare e basate sulle evidenze scientifiche: la prescrizione consapevole dei farmaci equivalenti non deve essere vista esclusivamente come una misura di risparmio economico, ma come uno strumento di appropriatezza prescrittiva e di equità nell’accesso alle cure”.
Enrico Tinti, Presidente dell’Ordine dei Biologi della Sardegna, ha portato in discussione alcuni esempi: “L’ultimo rapporto Gimbe fotografa un Italia a due e più velocità. Il Nord Italia con maggiori fondi a disposizione e una migliore gestione della spesa sul farmaco equivalente, e il centro sud con minori risorse ed il peggior rapporto equivalente/farmaco di specialità. Un esempio per comprendere quanto si possa risparmiare è con l’uso delle statine: alto in Sardegna a causa dell’ipercolesterolemia familiare molto frequente. Un uso del farmaco equivalente più cospicuo avrebbe dei grossi benefici sia sulla spesa che sull’aderenza alla terapia. Numerosi studi lo dimostrano. Agire in maniera virtuosa promuovendo l’utilizzo dell’equivalente libererebbe risorse utilizzabili per la salute territoriale. E anche l’uso non controllato di farmaci in esenzione per i diabetici di tipo 2 ma non previsti (eppure ampiamente utilizzati) per i non diabetici, come la semaglutide, comporta aumento della spesa farmaceutica (inutile) e dannoso per la sostenibilità dell’intero sistema”.
Per Riccardo Trentin, Presidente Federazione Rete Sarda Diabete e Membro Consiglio Direttivo Centri di servizio per il volontariato: “I dati dello studio I-Com dimostrano che la spesa farmaceutica non è una questione di freddi numeri, ma un fattore determinante per la qualità di vita delle persone. In Sardegna, ottimizzare la spesa farmaceutica libererebbe circa 5 milioni di euro: risorse vitali per azzerare i costi che oggi gravano sulle tasche delle persone più fragili o con malattie croniche come il diabete. Come Terzo Settore siamo pronti a proporre un’alleanza stabile con istituzioni, medici, biologi e farmacisti: gli Enti del Terzo Settore sono lo strumento di prossimità ideale per fare corretta informazione, abbattere la diffidenza verso equivalenti e biosimilari e garantire che i risparmi vengano reinvestiti nel potenziamento dei servizi sanitari sul nostro territorio”.
Presente Silvio Lai, Membro Comm. Bilancio della Camera dei deputati, che ha detto: “La ricerca mostra che la Sardegna è la regione più virtuosa delle regioni del sud e potrebbe arrivare a risparmiare con un maggior uso degli equivalenti 5 milioni di euro. Siamo di fronte a una fase di transizione, la popolazione diventa più anziana e diventano più frequenti le malattie croniche. Questo può rispondere a una azione quale quella di accentuare la prescrizione di farmaci equivalenti, che è la proposta dell’iniziativa. La regione ha avuto il vantaggio di monitorare questo tipo di prescrizione, lo ha fatto insieme alle farmacie, alla formazione dei giovani medici di medicina generale, e anche insieme alle associazioni dei pazienti, che rappresentano un veicolo straordinario di informazione e condivisione e quindi anche di conferma o meno della bontà di alcuni farmaci rispetto ad altri. Da parte mia, piena disponibilità a sostenere la proposta di cui siamo stati fatti partecipi”.
Paolo Fedeli, della Sandoz Italia, ha rimarcato: “E’ una iniziativa che vuole riportare la centralità dell’utilizzo del farmaco equivalente all’interno dell’armamentario terapeutico a disposizione. Soprattutto a livello regionale. E’ un tema che in passato ha sempre avuto una discreta attenzione nazionale ma meno a livello regionale: appare quasi un controsenso perché a livello regionale risiede il controllo del budget sanitario. L’importanza quindi di capire quanto si possa fare efficienza nell’utilizzo del budget sanitario con anche l’incremento dell’uso del farmaco equivalente è stato l’elemento che d’impulso ci ha portato a sviluppare questo tipo di studio, che coinvolgerà anche diverse altre regioni italiane, oltre la Sardegna e la Sicilia”.
“Per ogni regione – hanno aggiunto Riccardo Scarfato, dirigente sempre di Sandoz Italia, e Carlo Pedata di Egualia (Industrie Farmaci Accessibili) -, l’analisi ripercorre lo stato dell’arte e individua gli spazi di miglioramento per garantire un accesso più equo ed efficiente alle cure. Nei prossimi mesi, dopo aver “navigato” le due principali isole italiane, proseguiremo verso la “terraferma” per condividere quanto raccolto e presentare a Roma alle istituzioni nazionali una fotografia del percorso regionale sviluppato”.



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