
Tra il 2024 e il 2026, secondo i dati dell’autorità nazionale anticorruzione, la Sardegna ha raggiunto il record della spesa pubblica per il servizio dei medici gettonisti: circa 330 milioni. I contratti in essere scadono il 30 giugno e, secondo quanto comunicato dal direttore generale dell’assessorato Thomas Schael, non è possibile procedere a un rinnovo. Poiché, al di là dei costi, resta aperta la questione dei servizi da offrire alla collettività, in particolare con riferimento all’emergenza-urgenza, la Regione ha provato a correre ai ripari, bandendo alcuni concorsi e provando ad assumere i gettonisti attraverso le procedure previste per le pubbliche amministrazioni. Contro questa strada si è opposta energicamente l’azienda che nel 2023 si è aggiudicata l’appalto per la copertura mediante impiego dei gettonisti dei servizi sanitari richiesti, vantando rapporto di esclusiva con i professionisti che ha la forma di un patto di non concorrenza che vieta al medico di instaurare rapporti diretti con le aziende appaltanti. Sul punto Matteo Zanella, fondatore e amministratore della MST group, è lapidario con noi: “Nessun commento, non parlo prima del 1 luglio”. Di fatto, la clausola contrattuale riscrive il giuramento di Ippocrate, che recita: “In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati”. Restano pertanto senza risposta gli interrogativi su una situazione che rischia di riverberarsi sul diritto alla salute di migliaia di pazienti della Sardegna. Tra sei giorni, a contratto scaduto, chi risponderà?