
Era rimasto socialista anche quando sembrava che di socialisti non ne fossero rimasti più. Franco Rais è morto all’età di 86 anni, lasciando un segno profondo nella storia politica della Sardegna. Presidente della Regione, presidente del Consiglio regionale, assessore, deputato e dirigente pubblico, è stato uno dei protagonisti della stagione che ha contribuito a costruire l’autonomia regionale negli anni Settanta e Ottanta. Nato a Serramanna, laureato in Economia e Commercio, iniziò la propria carriera come funzionario direttivo del Ministero del Lavoro. Il Partito Socialista Italiano fu la sua casa politica per tutta la vita. Ne condivise ideali e battaglie senza mai rinnegarne l’appartenenza, vivendo con amarezza il tramonto del Psi, travolto dall’avvento della Seconda Repubblica.
Il suo percorso nelle istituzioni iniziò al Comune di Cagliari, dove fu assessore dal 1970 al 1975. Eletto consigliere regionale per tre legislature consecutive, dal 1974 al 1987, ricoprì alcuni dei più importanti incarichi della Giunta regionale. Tra il gennaio 1977 e l’ottobre 1978 fu assessore del Lavoro nella Giunta guidata da Pietro Soddu, mentre dall’ottobre 1979 al settembre 1980 fu assessore della Sanità nella Giunta presieduta da Sandro Ghinami. Il 4 dicembre 1980 venne eletto presidente della Regione Sardegna, incarico che mantenne fino all’11 maggio 1982. Successivamente fu presidente del Consiglio regionale dal maggio 1983 al giugno 1984, consolidando il proprio ruolo tra le figure più autorevoli della politica isolana. Nel 1987 fu eletto alla Camera dei deputati. Quattro anni dopo lasciò Montecitorio per assumere la presidenza del Credito Industriale Sardo (Cis), incarico che segnò l’ultima fase della sua attività pubblica. Terminata quell’esperienza, scelse di ritirarsi dalla politica attiva. Pur lontano dai riflettori, Franco Rais non smise mai di seguire con interesse le dinamiche economiche, sociali e politiche della Sardegna. Osservava con attenzione l’evoluzione dell’Isola e dei partiti, mantenendo uno sguardo critico ma sempre appassionato.