
La retromarcia del Comune di Loiri Porto San Paolo non basta a spegnere le polemiche sul progetto Tavolara Bay a Cala Finanza. Resta infatti confermata la grande mobilitazione popolare in programma il 1° luglio, mentre cresce la contestazione nei confronti della procedura della Zona Economica Speciale (ZES), ritenuta dagli oppositori uno strumento capace di aggirare le ordinarie tutele ambientali e paesaggistiche. Al centro della vicenda c’è la deliberazione n. 50 del novembre 2025, con la quale il Consiglio comunale aveva espresso parere favorevole all’iniziativa, limitatamente agli aspetti di propria competenza in materia urbanistica, subordinandolo però ad alcune precise prescrizioni. In particolare, il provvedimento stabiliva che la nuova sottozona dovesse essere classificata come F.2 – Insediamenti turistici spontanei, senza prevedere nuovi volumi o nuove aree edificabili e assumendo come volumetria esclusivamente quella risultante dai titoli edilizi legittimamente rilasciati.
Dopo la forte mobilitazione popolare e il clamore mediatico suscitato dalla vicenda, il sindaco Francesco Lai ha annunciato la revoca dell’atto di indirizzo politico. Contestualmente l’assessore Riccardo Biancu, fratello dell’amministratore delegato della Tavolara Bay Alberto Biancu, ha rassegnato le dimissioni, spiegando di aver compiuto questa scelta “per evitare strumentalizzazioni”. In realtà, l’articolo 78, secondo comma, del Testo unico degli enti locali, prevedeva già qualcosa in più di un ragionamento di opportunità perché impone agli amministratori l’obbligo di astenersi dalla discussione e dal voto su delibere riguardanti interessi propri o di parenti e affini fino al quarto grado. Per i comitati e le associazioni, tuttavia, il nodo va oltre le dimissioni e la revoca dell’atto. La contestazione investe l’intero impianto della procedura ZES, considerata un meccanismo che, in nome della semplificazione amministrativa, rischierebbe di trasformarsi in un grimaldello per superare le norme poste a tutela dell’ambiente e del paesaggio. Per questo la manifestazione del 1° luglio è stata confermata. A Cala Finanza sono attesi cittadini, associazioni e comitati con l’obiettivo di ribadire la contrarietà sia al progetto immobiliare sia all’utilizzo della procedura ZES. Intanto continua a crescere anche la mobilitazione online: la petizione pubblicata su Change.org ha ormai superato le 100 mila firme.