
L’ospedale “Brotzu” di Cagliari è il più grande della Sardegna. Qui si è fatta la storia della sanità sarda, dai trapianti fino alle cure che ogni giorno vengono prestate con professionalità elevatissima. In questi giorni è diventato un inferno di cristallo. Dopo la misteriosa vicenda dell’incendio notturno sopra il pronto soccorso, il presidio cagliaritano da giorni avvolto dal caldo. Il guasto è martedì pomeriggio ma il problema all’impianto di climatizzazione non è stato ancora risolto. Numerosi reparti restano senza aria condizionata, con pesanti disagi sia per i pazienti sia per il personale sanitario, costretto a lavorare in condizioni particolarmente difficili. Come se non bastasse, anche la scala mobile all’ingresso è ferma.
Non è un problema delle ultime settimane né di questi manager appena insediati: da più di vent’anni in via Jenner non si effettuano manutenzioni strutturali e l’impianto di climatizzazione è tutto da rifare. Occorre un intervento radicale e per effettuarlo servono risorse adeguate: milioni di euro, quanti chissà. La situazione appare ancora più critica alla luce delle temperature elevate che da giorni interessano la Sardegna. Mentre le autorità rinnovano quotidianamente gli avvisi per l’ondata di calore, invitando la popolazione ad adottare ogni precauzione per evitare rischi alla salute, proprio all’interno di una città ospedale pazienti fragili e operatori subiscono un disagio potenzialmente pericoloso. Le ripetute segnalazioni e gli appelli lanciati dai sindacati, almeno finora, non hanno prodotto risultati concreti e il guasto continua a non essere risolto. Perché non si risolve cambiando un condizionatore, come in una casa. Il “Brotzu” cura migliaia di sardi. Chi curerà il “Brotzu”?


