
Telefonate sempre più frequenti e inquietanti, al punto da spingere il padre di Manuela Murgia a chiedere i tabulati della linea di casa. È un particolare che emerge dal passato della sedicenne cagliaritana, sulla cui morte, avvenuta nel 1995, si continua a cercare la verità. A raccontarlo su un post pubblicato su Facebook sono i familiari, che hanno ritrovato tra le carte del padre una vecchia richiesta presentata a Telecom per ricostruire il traffico telefonico non soltanto nei giorni della scomparsa di Manuela, ma anche nel periodo successivo, quando a casa Murgia avrebbero cominciato ad arrivare strane chiamate. Per acquisire i dati precedenti alla morte della ragazza, al padre venne spiegato che sarebbe stata necessaria una richiesta dell’autorità giudiziaria. La situazione, però, sarebbe diventata tanto pesante che alla famiglia fu successivamente assegnato un numero riservato, con l’indicazione di non comunicarlo neppure ad amici e conoscenti. “Una figlia è morta. Una famiglia è distrutta. E poi arrivano telefonate”, ricordano oggi i Murgia. Alcune chiamate apparivano futili, altre contenevano nomi e riferimenti che, inseriti nel contesto della vicenda, avrebbero assunto un significato ben diverso. Tracce di quelle telefonate sarebbero presenti anche negli articoli pubblicati all’epoca da L’Unione Sarda. Tra i particolari citati comparivano anche alcune automobili: una Uno grigia, una Uno bianca e una macchina blu. Elementi sui quali la famiglia annuncia nuovi approfondimenti. A quasi due anni dalla riapertura del caso, i Murgia hanno deciso infatti di rendere pubblici più dettagli, dopo aver mantenuto a lungo il massimo riserbo per non interferire con le indagini.
Telefonate sempre più frequenti e inquietanti, al punto da spingere il padre di Manuela Murgia a chiedere i tabulati della linea di casa. È un particolare che emerge dal passato della sedicenne cagliaritana, sulla cui morte, avvenuta nel 1995, si continua a cercare la verità. A raccontarlo su un post pubblicato su Facebook sono i familiari, che hanno ritrovato tra le carte del padre una vecchia richiesta presentata a Telecom per ricostruire il traffico telefonico non soltanto nei giorni della scomparsa di Manuela, ma anche nel periodo successivo, quando a casa Murgia avrebbero cominciato ad arrivare strane chiamate. Per acquisire i dati precedenti alla morte della ragazza, al padre venne spiegato che sarebbe stata necessaria una richiesta dell’autorità giudiziaria. La situazione, però, sarebbe diventata tanto pesante che alla famiglia fu successivamente assegnato un numero riservato, con l’indicazione di non comunicarlo neppure ad amici e conoscenti. “Una figlia è morta. Una famiglia è distrutta. E poi arrivano telefonate”, ricordano oggi i Murgia. Alcune chiamate apparivano futili, altre contenevano nomi e riferimenti che, inseriti nel contesto della vicenda, avrebbero assunto un significato ben diverso. Tracce di quelle telefonate sarebbero presenti anche negli articoli pubblicati all’epoca da L’Unione Sarda. Tra i particolari citati comparivano anche alcune automobili: una Uno grigia, una Uno bianca e una macchina blu. Elementi sui quali la famiglia annuncia nuovi approfondimenti. A quasi due anni dalla riapertura del caso, i Murgia hanno deciso infatti di rendere pubblici più dettagli, dopo aver mantenuto a lungo il massimo riserbo per non interferire con le indagini.