
Mancano un giorno alla prima di “Zustissia”, il lungometraggio del regista esordiente Francesco Piras tratto dalla vicenda di Beniamino Zuncheddu, 62 anni, l’ex pastore di Burcei condannato all’ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nel 1991 a Sinnai, nel sud della Sardegna. La sua innocenza è stata riconosciuta con una sentenza di assoluzione solo nel 2024, dopo circa 33 anni di carcere, grazie all’impegno di un giovane avvocato, Mauro Trogu. Una storia che viene ripercorsa con rigore e intensità dal film di Piras, prodotto da Piper films. Nei panni del pastore c’è Fabrizio Ferracane, mentre l’avvocato ha il volto di Michele Riondino. Nel cast ci sono anche Geppi Cucciari, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella e Philippine Leroy-Beaulieu. Al vero Zuncheddu, al quale non è ancora arrivato il risarcimento principale per l’ingiusta detenzione: solo 30 mila euro di acconto per un uomo che durante la lunghissima carcerazione si è attaccato alla fede e alla speranza, alla famiglia e al paese che ha creduto in lui.
Il Partito radicale, con la sua tesoriera Irene Testa, sta anche promuovendo la proposta di legge Zuncheddu, per garantire una provvisionale economica a chi alla fine di un processo è stato assolto: un assegno che parta dal momento dell’assoluzione fino alla sentenza di risarcimento del danno.


