
C’è chi arriva dalla Francia, chi dal Portogallo e chi da altre città italiane. Si ritrovano a Orani, nel cuore della Barbagia, per lavorare la terra, realizzare mattoni e riscoprire tecniche costruttive tramandate da generazioni. Un incontro tra antichi saperi e nuove competenze che racconta un modo diverso di immaginare il futuro dei piccoli centri.
A Campusantu Vetzu sta prendendo forma un’esperienza che guarda ben oltre i confini dell’isola. L’antica chiesa di Sant’Andrea Apostolo, successivamente trasformata in cimitero, è al centro di un progetto che punta a farne un luogo stabile di ricerca, formazione e sperimentazione. Un patrimonio della memoria collettiva destinato a ritrovare una funzione culturale e sociale.
L’obiettivo è dare vita a un Centro di Alta Formazione per l’Architettura, capace di richiamare studenti, docenti e professionisti attraverso laboratori, corsi specialistici e residenze universitarie. Un’iniziativa promossa attraverso la collaborazione tra la Fondazione Sant’Andrea Orani e il mondo accademico, che ha già portato in paese giovani di diverse nazionalità.
I primi laboratori, realizzati con l’Università di Cagliari, sono dedicati alla terra cruda, ai materiali naturali e alle tecniche tradizionali dell’abitare. A guidare le attività sono Maddalena Achenza, Caterina Giannattasio e Giorgio Peghin. Il programma coinvolge anche le Università di Firenze e Ferrara, con appuntamenti fino a dicembre e iniziative dedicate a Costantino Nivola.
Ma la novità più interessante è che Orani non sarà soltanto un luogo di formazione universitaria. Alcune attività saranno aperte anche ai professionisti, con la possibilità di ottenere crediti formativi. E ci sarà spazio per gli studenti del Liceo Artistico e dell’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio di Nuoro, chiamati a confrontarsi direttamente con docenti, ricercatori e universitari.
“La sfida è fare di Orani un luogo nel quale università, professionisti, studenti e comunità possano incontrarsi stabilmente e lavorare insieme”, spiega Mariaelisa Marongiu, assessore comunale, vicepresidente della Fondazione Sant’Andrea e delegata al Museo Nivola. “Vogliamo far vivere ciò che abbiamo ricevuto e renderlo capace di generare futuro”.
In una Sardegna interna che continua a fare i conti con lo spopolamento e la partenza dei giovani, l’esperienza di Orani apre una prospettiva interessante. Perché vedere arrivare studenti e ricercatori da altre realtà significa anche immaginare un territorio capace di attrarre conoscenza e costruire nuove opportunità. La sfida sarà dare continuità a questa esperienza. Fare in modo che Orani diventi un luogo nel quale si sceglie di arrivare per studiare, sperimentare e progettare il futuro. (Elena Carta)