
Il ritorno alla normalità non basta a chiudere il caso. Gaetano Intrieri, amministratore di Aeroitalia assume una posizione durissima sui disservizi del sistema di controllo del traffico aereo del 16 ottobre e chiede che, superata l’emergenza, si affrontino le questioni dell’affidabilità delle infrastrutture e delle responsabilità. “Quanto accaduto il 16 ottobre non può essere archiviato come un semplice incidente di percorso”, scrive su Facebook l’amministratore delegato di Aeroitalia. Le anomalie alla rete di trasmissione dati avevano portato ENAV a ridurre al 50% la capacità di gestione del traffico aereo. L’utilizzo della rete satellitare alternativa ha poi consentito un recupero progressivo, fino al ripristino della piena operatività annunciato dalla società. ENAV ha precisato che la sicurezza dei voli era sempre stata garantita. Intrieri ritorna però sulle scelte compiute negli anni. Nel post ricorda di avere sollevato già nel 2018, in un’analisi redatta come componente della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, interrogativi sugli effetti della quotazione in Borsa di ENAV. Il punto, sostiene, riguarda l’equilibrio tra remunerazione degli azionisti, investimenti tecnologici e missione pubblica.
Otto anni dopo, secondo il manager, quelle domande attendono ancora risposte. “Quale continuità operativa ricevono compagnie e passeggeri a fronte delle tariffe pagate?”, domanda Intrieri, chiedendo anche quanto siano efficaci le infrastrutture alternative e come vengano misurati i risultati degli investimenti destinati a rendere il sistema capace di resistere ai guasti. La sicurezza resta il presupposto imprescindibile. Ma, nel ragionamento dell’amministratore delegato, occorre verificare con altrettanto rigore l’affidabilità del servizio e la capacità di limitare le conseguenze di un problema tecnico. È su questo terreno che arriva la richiesta più netta: “Servono una ricostruzione trasparente delle cause, responsabilità accertate e interventi con tempi verificabili”. A pagare le interruzioni, sottolinea Intrieri, sono le compagnie, che ne sostengono i costi, e i passeggeri, che subiscono i disagi. Le ripercussioni, aggiunge, riguardano anche il Paese, penalizzato nella connettività e nella competitività. L’appello è dunque a proseguire le verifiche anche dopo il superamento dell’emergenza. «Il ritorno alla normalità operativa deve essere l’inizio della risposta, non la fine della discussione”.


