Cagliari, l’asse mediano ora è anche una canzone

L’ingegnere Giangi Meloni dedica un brano alla strada che è diventata quasi una persona di famiglia
L’asse mediano (Cagliari)

Ci sono strade che portano da qualche parte e strade che, a forza di percorrerle, diventano parte della propria biografia. A Cagliari l’asse mediano appartiene alla seconda categoria. Ci passano il lavoro, gli appuntamenti, le commissioni e quella fiducia incrollabile con cui si dice: “Prendo l’asse mediano e arrivo subito”. Nel tempo questo “subito” è diventato sempre più lungo per via delle modifiche sia all’infrastruttura sia alla viabilità, in particolare dopo il senso unico in viale Marconi. Mancava soltanto una canzone. Chi poteva scriverla se non un ingegnere? Giangi Meloni, ingegnere per mestiere e cantante per passione, ha pubblicato un brano rimasto nel cassetto per alcuni decenni. Evidentemente anche le canzoni, prima di immettersi, aspettano il momento giusto. L’idea nasce negli anni Novanta, davanti a una strada molto diversa da quella entrata nelle abitudini della città. Era una delle incompiute sbloccate durante il mandato del rimpianto sindaco di Cagliari, Mariano Delogu. Meloni la ricorda appena inaugurata, senza illuminazione né uscite, con un’interruzione all’altezza di via Salvator Rosa: “Una sorta di Colonne d’Ercole, il confine con un universo inesplorato: Pirri!”. Prima che diventasse una presenza quotidiana, dunque, l’asse mediano aveva persino una sua dimensione avventurosa. Altro che semplice collegamento urbano: oltre un certo punto cominciava l’ignoto.

Nel racconto dell’autore mancava anche lo spartitraffico, con conseguente confusione tra destra e sinistra. Un problema stradale che, nell’Italia affacciata al bipolarismo, si prestava già a qualche considerazione politica. E poi c’era quel nome impegnativo, “Asse Mediano di Scorrimento Veloce”, da conciliare con il limite dei cinquanta chilometri orari. Una promessa di dinamismo accompagnata da un invito alla meditazione. Proprio da lì il brano prende una direzione più personale. Per Meloni quella strada, con una partenza e un arrivo obbligati, diventava l’occasione per interrogarsi sulle proprie decisioni: quanto scegliamo davvero e quanto, invece, seguiamo percorsi già tracciati? Domanda che può affacciarsi anche durante un normale tragitto. Si sale in macchina per andare da qualche parte e, prima dell’uscita, si è già ripensato a una discussione, organizzata la serata e rivista almeno una scelta sentimentale. È forse questo il motivo per cui una canzone sull’asse mediano suona meno insolita del previsto. Per tanti cagliaritani quella strada è ormai un pezzo di esistenza: la si nomina per spiegare dove si è, quanto manca, perché si è in ritardo. Una coordinata geografica diventata linguaggio comune. Giangi Meloni le ha dato anche una colonna sonora. Adesso, quando qualcuno telefonerà chiedendo “Dove sei?”, alla solita risposta “Sull’asse mediano” si potrà aggiungere anche il suono della chitarra.

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