

Tornare alla propria infanzia attraverso il racconto di un sequestro che segnò la Sardegna e l’Italia. Per Farouk Kassam, partecipare alla realizzazione di “177 Giorni. Il rapimento di Farouk” ha significato misurarsi ancora con le conseguenze di quella prigionia. Un percorso difficile, ma anche un’occasione per confrontarsi con le proprie paure: “Lo prendo anche come un aiuto”, ha spiegato alla presentazione della serie alla Festa del cinema di Roma. Diretta da Carlo Carlei, la produzione arriverà su Rai 1 dal 16 novembre, in prima serata. La serie narra la vicenda del rapimento del bambino che nel 1992, a sette anni, venne portato via dalla sua casa in Sardegna e rimase nelle mani dei sequestratori per quasi sei mesi. Durante la prigionia subì anche la mutilazione di una parte dell’orecchio, usata dai rapitori per fare pressione sulla famiglia e ottenere il riscatto. Viene ricostruita quella vicenda partendo da “Mio figlio Farouk. Anatomia di un rapimento”, il libro scritto dal padre Fateh Kassam con la collaborazione di Marco Corrias. A interpretare i genitori del bambino, Fateh e Marion Bleriot, sono Marco Bocci e Antonia Desplat. Il ruolo del piccolo Farouk è affidato a Filippo Papa. Oggi imprenditore, Kassam ha raccontato che il suo coinvolgimento nel progetto risale a circa cinque anni fa, su insistenza del produttore Riccardo Russo. L’adesione non è stata immediata: affidare una storia personale così dolorosa a una rappresentazione televisiva ha richiesto tempo e confronto.
Nel corso della lavorazione ha incontrato gli attori e il gruppo creativo, mettendo a disposizione la propria esperienza. Per Kassam, una delle difficoltà era proprio la responsabilità di restituire sullo schermo una vicenda reale, attraverso un linguaggio diverso da quello di un documentario o di una testimonianza televisiva. Prodotta da Rai Fiction e Bim Produzione, società del gruppo Wild Bunch, la serie comprende nel cast anche Rosa Diletta Rossi, Domenico Diele, Mauro Addis, Andrea Tedde, Giacomo Fadda, Rose Aste, Leonardo Capuano, Enrico Inserra e Stefania Olivicore.


